Chi siamo

Mimmo Càndito
Inviato speciale e commentatore di politica internazionale, corrispondente di guerra. Ha iniziato il lavoro giornalistico ne “il lavoro” di Genova. Da quasi 40 anni scrive per “la Stampa”. Ha scritto numerosi libri, ha vinto molti premi giornalistici, insegna “teorie e tecniche del linguaggio giornalistico” nell’università di Torino; dirige la rivista culturale “L’indice dei libri”; è presidente italiano di “reporters sans frontières”.

Michele Concina
E’’ nato a Roma nel 1954. Ha collaborato con il settimanale “Panorama” dal 1975 al 1979. E’ passato poi al Messaggero, dove ricopre dal 1982 l’incarico di inviato speciale, con particolare competenza sugli esteri. Ha seguito tra l’altro i conflitti nelle Falkland, in Medio Oriente, nei Balcani, la fine dell’apartheid in Sudafrica, l’allargamento dell’Unione europea. In Italia ha raccontato i maggiori disastri naturali, dal terremoto dell’Irpinia all’alluvione di Sarno. Inoltre ha seguito il G8 di Genova e le grandi manifestazioni pacifiste.

Michelangelo Bellinetti
Dapprima cronista a Milano de “La Notte”, è passato a Venezia con “Il Gazzettino” dove è stato caposervizio alla redazione Cultura e Spettacoli, quindi a Padova vice caporedattore de “L’Eco di Padova” della Rizzoli-Corriere della Sera. Alla  chiusura del quotidiano è stato chiamato a Milano come segretario di redazione de”L’Occhio”. Infine, è stato caporedattore centrale de “L’Arena” di Verona. Ha fatto parte del coordinamento sindacale della Rizzoli-Corriere della Sera, del Cdr de “L’Arena”; presidente dell’Associazione Veronese della Stampa per quindici anni; per nove anni presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e per sei componente del Comitato esecutivo dell’Ordine Nazionale.

Luciano Borghesan
Ha 56 anni, è nato e residente a Torino. Nel 1973 ha iniziato l’attività giornalistica a TeleTorino, la seconda tv via cavo italiana dopo TeleBiella. Nel 1976  ha organizzato e diretto una delle prime radio private in Piemonte, Radio Europa 3. Dal 1978 lavora presso l’Editrice La Stampa, prima per Stampa Sera e dal 1990 per La Stampa, dove si occupa in particolare di politica locale. Impegnato sindacalmente dai primi Anni 80, è stato più volte membro del comitato di redazione, dell’Associazione Stampa Subalpina, dal 1996 al 2001 è stato nella giunta della Federazione Nazionale Stampa Italiana. E’ tra gli autori di  <Anni di Piombo. Il Piemonte e Torino alla prova del terrorismo> (editore Rubettino, 2004) per l’Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo.

Fernando Cancedda
Fernando Cancedda, nato a Cagliari l’8 Maggio 1936, trasferito in Toscana con la numerosa famiglia di un impiegato statale, ha trascorso l’infanzia e la giovinezza a Firenze. Studi classici e laurea in Giurisprudenza, deve gran parte della sua  formazione ad un ambiente culturale vivace e cosmopolita e alla frequentazione diretta di grandi personalità come Giorgio La Pira, Piero Calamandrei, padre Ernesto Balducci, Mario Gozzini, Davide Maria Turoldo, don Lorenzo Milani  . Negli anni che precedono immediatamente il Concilio Vaticano II,  fa parte della redazione di “Testimonianze” , rivista fiorentina fondata da padre Balducci.  Assunto come praticante al “Giornale del Mattino” nel 1962, è professionista dal ‘63.  Nel 1965 è assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entra nella redazione di “TV7”,  sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969, la nomina a “inviato speciale”.  Nel 1976 accoglie con entusiasmo l’invito di Andrea Barbato ad entrare nella prima redazione del “TG 2”Per la stessa testata continua il  lavoro di inviato, prevalentemente in rubriche e  servizi speciali, fino al ‘96, anno in cui inevitabili contrasti con la direzione di Mimun lo convincono alla pensione anticipata. Da allora, mentre prosegue l’ impegno negli istituti rappresentativi della categoria, fa il giornalista dilettante su internet.

Francesco De Vito
Inizia l’attività giornalistica nell’ufficio stampa di una missione diplomatica estera. Nel 1969 è tra i promotori del mensile “il manifesto” e dopo la sua trasformazione in quotidiano vi lavora come redattore agli Esteri, caposervizio al Sindacale e notista politico. Nel 1976 passa a “L’Espresso” e vi lavora come cronista parlamentare, inviato e infine come collaboratore. E’ stato presidente della Stampa parlamentare per due mandati. La sua attività professionale si intreccia con un intenso impegmo sindacale nel Cdr de “L’Espresso”, nel Consiglio direttivo e nella Giunta dell’Associazione stampa romana, nel Consiglio nazionale della Fnsi e nel coordinamento della componente sindacale “Autonomia e solidarietà”. Dal 1995 è consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti. E’ stato, per tre mandati, nel Comitato esecutivo come componente di minoranza dal ‘98 al 2001  e di maggioranza dal 2001 al 2007.

Raffaele Fiengo
Nato a Cambridge (Massachusetts) il 1° luglio 1940, ha lavorato dal 1969 al 2006 alla Terza pagina e alle pagine della Cultura del “Corriere della Sera” come uno dei responsabili ed è stato per molti anni (salvo che nel periodo craxiano) rappresentante  dei giornalisti del quotidiano. Ha scritto nel 1974 “Libertà di stampa anno zero”, nel 1991 ha pubblicato un “Breviario per i mari e per i monti” e nel 1999 ha dato alle stampe, con Daria Gorodisky, “Il giornalista fantasma”, un libro per ragazzi. Per due anni ha lavorato a un rapporto  per la presidenza della commissione parlamentare sulla loggia massonica segreta P2 (doc XXIII n.2-quater/3/XIV, 376 pagine, 1983). Da otto anni insegna “Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico” alla facoltà di Lettere e Filosofia  dell’Università di Padova. E’ direttore della Scuola di giornalismo di Urbino

Giovanni Mantovani
Ha 70 anni, da cinquanta fa il giornalista, da 42 è professionista. Ha incominciato come vicedirettore della Rivista di studi politici Civitas. In seguito ha lavorato soprattutto in Rai, dapprima al Giornale Radio e al Gr1, poi al Tg2 e al Tg3 come inviato speciale, caporedattore e infine vicedirettore. Si è occupato prevalentemente di politica ed economia internazionale. Dal 1986 è stato responsabile degli speciali e  delle Rubriche del Tg3; poi responsabile e coautore, con Michele Santoro, di Samarcanda. Nel 1989 ha coordinato un ampio réportage sull’Urss in trasformazione. L’anno successivo sulla Cina dopo Tien An Men. Nel 1991 ha ideato e condotto In, prima trasmissione tv dedicata all’economia. Nel 1994 si è dimesso dalla Rai. Dal 1993 insegna alla Scuola di giornalismo di Urbino. Dal 2002 al 2008 ne è stato direttore. Dal 2000 al 2008 ha insegnato all’Università di Urbino Scrittura giornalistica. Nel 1976 ha pubblicato per Le Monnier Gli eredi di De Gasperi.

Vittorio Roidi

Ha cominciato come cronista al Messaggero (’62-69). Vinto un concorso per radiotelecronisti alla Rai, ha fatto l’inviato e poi il caporedattore del Gr1 guidato da Sergio Zavoli. Si è dimesso nel 1980, chiamato a fare il capocronista nel Messaggero diretto da Vittorio Emiliani. In seguito caporedattore centrale ed editorialista, dal 1992 al ’96 è stato presidente della Federazione nazionale della stampa. Dal 2001 al 2007 ha ricoperto la carica di Segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti.

Claudio Santini
Claudio Santini, romagnolo di nascita e bolognese d’adozione,  ha  cominciato l’attività giornalistica alla fine degli anni ’50 al Resto del Carlino dove è stato prima alla redazione di Ravenna poi in cronaca a Bologna, infine inviato. Specialista in “giudiziaria”, ha seguito gran parte delle più clamorose vicende processuali degli Anni dal ’68 al ’90  ed ha compiuto un’intensa attività di cronaca e di analisi soprattutto del fenomeno del terrorismo in Italia. Ora collabora, come libero professionista, a pubblicazioni sulla comunicazione, sul diritto, sulla storia. Segue gli allievi della Scuola di Bologna nel settore deontologico; è stato presidente dell’Ordine dell’Emilia-Romagna dal 1995 al 2004; nell’ esecutivo nazionale dal 2004 al 2007; ora nel Consiglio Nazionale e nella Commissione Cultura



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