Industria editoriale


13 Ago
Mercoledì

La Stampa e il Secolo si fondono
l’informazione migliorerà?

Nella sezione Industria editoriale

Non era mai successo, in Italia: due imprese editoriali, La Stampa e il Secolo XIX, si fondono in un´unica società si alleano per “sconfiggere la crisi e affrontare le nuove sfide”. L´unione fa la forza, ma aiuterà anche la pluralità e la circolazione delle notizie? Cioè, rafforzerà la democrazia? Continua…

Nella sezione Industria editoriale


La legge sull’equo compenso a un passo dal traguardo
nessun commento - Inserito il 07.11.12
Non è una novità, per noi giornalisti, ma può essere una rivelazione per la gran parte dei lettori: una buona metà del giornale – cartaceo, radio, tv, web – che questi sono abituati a leggere/vedere/ascoltare è redatto non da giornalisti contrattualizzati come professionisti del mestiere ma da diecine di migliaia ...continua
Murdoch abbandona la carta stampata?
No, forse vuole riuscire a salvarla

nessun commento - Inserito il 29.07.12
Lo Squalo ha deciso di lasciare la guida del suo impero di carta, ma veramente si dedicherà solo ai gioielli televisivi? Altre volte Rupert Murdoch ha fatto colpi di testa, ma mai si è ritirato, ma si è messo da parte. E’ finita la passione per i giornali, in seguito ...continua
Giornali non solo in edicola:
aumenteranno le copie vendute?

7 commenti - Inserito il 04.05.12
Aumenterà la vendita dei giornali grazie alle liberalizzazioni del governo Monti? C’è grande preoccupazione fra le organizzazioni degli edicolanti e attesa nelle aziende editoriali. Se non ci saranno modifiche sostanziali, che potranno venire anche dalle decisioni autonome dei consigli regionali, nel nostro paese diventerà più semplice acquistare un giornale di ...continua
Rapporto Fieg, gli editori piangono
ma lo sviluppo è possibile

2 commenti - Inserito il 19.04.12
La Fieg piange. Gli editori di giornali fanno il punto e denunciano le difficoltà del settore. Però i lettori della carta stampata in realtà aumentano, così come si moltiplicano quelli dei notiziari on line. Il giornalismo è in movimento. Eppure centinaia di poligrafici e di giornalisti hanno perso il posto. ...continua
Scintille in Rcs, Provasoli nuovo presidente
mentre Della Valle sbatte la porta

nessun commento - Inserito il 09.04.12
Sarà più libera o più condizionata la redazione del Corriere della Sera dopo lo scossone che ha cambiato la governance dell’azienda? Se lo chiedono i giornalisti e se lo chiedono i lettori, anche se non è facile interpretare i sommovimenti avvenuti nell’azionariato e nel patto di sindacato. continua
La Rai vuole chiudere le sedi estere
mentre Mediaset le potenzia

nessun commento - Inserito il 05.03.12
“Qui da Nuova York, vi parla Ruggero Orlando”. Questo il saluto che apriva i servizi del primo corrispondente Rai dagli Stati Uniti, dove Orlando arrivò nel 1954. I vecchi tecnici di Rai Corporation, la sussidiaria americana della tv di stato, raccontano che all’epoca i filmati venivano portati ogni sera in ...continua
Francia: fra i giovani giornalisti
il 60 per cento è precario

nessun commento - Inserito il 14.02.12
Il giornalismo di Francia misura tutta la sua crisi. Secondo i calcoli della Commissione nazionale che attribuisce la Carta professionale, il 62 per cento dei nuovi giornalisti sono retribuiti a pezzo (pigiste), una percentuale che era del 50 perr cento l’anno precedente. Ed era salita del 10 per cento già ...continua
City ormai vicino alla chiusura
Lunga vita alla free press

2 commenti - Inserito il 31.01.12
Entro la fine di febbraio, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, chiuderà City, storico quotidiano gratuito del gruppo Rcs, che negli ultimi dieci anni ha conteso a Metro e Leggo la leadership della free press in Italia, ma anche contribuito con questi due concorrenti a portare alla luce e consolidare ...continua
L’asta per le frequenze televisive
darà soldi e più democrazia

1 commento - Inserito il 19.12.11
Arriveranno altri soldi nelle casse dello stato, dall’asta per l’assegnazione delle frequenze televisive. Ma arriverà anche maggiore pluralismo, grazie alla moltiplicazione dei soggetti industriali in grado di trasmettere programmi nazionali. La democrazia ne uscirà rafforzata, l’oligopolio attuale forse definitivamente battuto. E’ una delle cose che non sono state sottolineate da ...continua


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