Mag 02
Mercoledì
La professione
“Massacro” agli esami di Stato
riflettere sulla formazione

Da alcuni anni <Giornalismo e democrazia> analizza i risultati degli esami dei giornalisti, quelli che per legge occorre superare per essere ammessi all’Albo nell’elenco dei professionisti. E’una lettura da cui si traggono spunti di riflessione non irrilevanti sulla formazione dei giornalisti e, di conseguenza, sulla loro idoneità e capacità a cogliere l’essenza dei fatti, a mostrarli e a spiegarli ai cittadini.

Nel corso del 2017 si sono svolte due sessioni d’esame (aprile e ottobre). Se si osservano i dati forniti dagli uffici dell’Ordine nazionale, questi appaiono i numeri più interessanti e le osservazioni più immediate.:

-Ammessi alle prove scritte 606;

-Ammessi alla prova orale 390;

-Idonei finali 337.

In pratica quasi la metà degli ammessi sono stati invitati a ripresentarsi in una sessione successiva. Percentuali che fanno pensare: 57 % ad aprile, 58% a ottobre. Evidentemente il periodo di addestramento e di formazione non era stato sufficiente. Addirittura su 606 ammessi alle prove scritte (elaborato di 45 righe, sintesi di 30, più il questionario) ben 216 non le avevano superate.

Nel dettaglio, fra i 606 praticanti ammessi all’esame ne erano stati “diplomati:

-46 provenienti dalle scuole, 71 ammessi d’ufficio dall’Ordine,121 praticanti regolari (provenienti da una testata), 129 che avevano ottenuto il “ricongiungimenti”, cioè colleghi in attività ai quali era stato riconosciuta la possibilità di unificare diversi periodi di lavoro per raggiungere la quota dei 18 mesi di praticantato indispensabili per affrontare l’esame.

Riflessioni più specifiche, nel dettaglio. Per quanto riguarda i riconoscimenti d’ufficio (ricordando che vengono vagliati dagli Ordini regionali): nell’ultimo anno su 119 solo 69 persone sono state “promosse”. Mentre per i cosiddetti ricongiungimenti, introdotti più di recente, su 174 ammessi all’esame solo 73 sono stati ritenuti idonei.

Un “massacro”, si potrebbe dire. Prima di esprimere giudizi definitivi occorrerebbe ovviamente conoscere i criteri applicati dalle commissioni d’esame, ad esempio per le prove orali, nelle quali viene bocciato circa il 20 per cento dei candidati (che pure hanno già superato gli scritti). Ma la conclusione è comunque una sola: rivedere le modalità dell’esame? Può darsi, ma senza dubbio rimettere mano alle modalità e ai troppi rivoli della formazione. Per un professionista del giornalismo, il praticantato quale deve essere? (vr)


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