Mar 29
Giovedì
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L’Italia come la Turchia? In Sardegna
i carabinieri perquisiscono un giornale

L’Italia come la Turchia? L’attacco che la magistratura ha sferrato alla libertà di stampa è di gravità inaudita ed evoca l’immagine di nazioni dove i giornalisti sono arrestati e torturati. A Olbia, la redazione del quotidiano La Nuova Sardegna, la redazione e il computer della giornalista Tiziana Simula, nonché la sua abitazione sono stati perquisiti dai carabinieri.

Vibranti le proteste del Segretario Lorusso e del presidente della Federazione della stampa, Giulietti, accanto a quelle del presidente dell’Ordine nazionale, Verna.che hanno inviato appelli al Presidente della Repubblica, al Ministro della Giustiazia e alla procura di Cagliari. Si tratta di una clamorosa violazione di quanto stabilito solennemente dalla Corte europea di giustizia. Il segreto professionale dei giornalisti non può mai essere violato, se non si vuole ledere il principio della libertà di stampa. La perquisizione era stata ordinata da un magistrato della Procura di Tempio Pausania, in seguito alla denuncia di un privato che protestava contro gli articoli della Simula sui contrasti esistenti all’interno della magistratura sarda. Peraltro non si scorgeva alcuna violazione del segreto istruttorio.

‘La libertà di stampa non si perquisisce’. Questo il titolo del documento che il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha inviato al presidente Mattarella, al ministro Andrea Orlando e al procuratore generale presso la corte d’Appello di Cagliari, Gabriella Pintus, all’indomani della perquisizione nella redazione di Olbia della ‘Nuova Sardegna’.
Questo il testo della lettera di protesta – approvata all’unanimità,, a tutela delle fonti e del segreto professionale.:
«Siamo qui insieme, Ordine e Fnsi, per lanciare un messaggio comune a chi vorrebbe un giornalismo addomesticato. Un messaggio di tutti gli enti della categoria che chiedono compatti il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione. E questo messaggio è: ‘Ora basta. Basta con le minacce fisiche, basta con le intimidazioni, basta con le querele bavaglio, basta con le perquisizioni nelle redazioni e con la violazione da parte dello stato del segreto professionale»..
Nella lettera i giornalisti italiani esprimono «sconcerto» e «forte condanna» per il grave attacco alla libertà di stampa rappresentato dalla perquisizione nella redazione della Nuova Sardegna e alla giornalista Tiziana Simula, ‘colpevole’ solo di aver fatto il proprio lavoro, informando i cittadini su fatti che investono anche conflitti tra magistrati. E chiedono «un immediato intervento anche ispettivo per accertare comportamenti fortemente lesivi dei primari diritti costituzionali e della libertà di stampa, principi costantemente ribaditi anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo».



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