Ott 18
Mercoledì
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Malta: uccisa con il tritolo
la giornalista anticorruzione

“La situazione è disperata. Dovunque io guardi vedo solo corrotti”. E’ una delle ultime frasi pubblicate da Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa a Malta. L’hanno fatta saltare in aria con due cariche di tritolo piazzate nella sua vettura. Aveva dato fastidio a molti con le sue battaglie perché alla Valletta vincessero l’onestà e la correttezza.

Daphne aveva 53 anni. Era la giornalista e la blogger più famosa del piccolo stato. Da anni combatteva la corruzione ed era lei che aveva accusato il premier Muscat, poiché, spulciando le carte della famosa inchiesta Panama Papers, avecva scoperto che sua moglie Michelle era titolare di una società di Dubai dove erano stati versati bonifici miliardari dalla Pilatus, una piccola banca maltese. Ma la Caruana aveva incalzato anche il capo dell’opposizione, Adrian Delia, coinvolto in traffici di droga. Una donna coraggiosa, che girava senza scorta, ma che non si era mai fatta intimidire.

E’ uscita di casa dopo aver aggiornato per l’ultima volta il suo blog Running Commentary (seguito da 400 mila persone) ed era salita sulla sua Peugeot, che è esplosa a poche decine di metri dall’ abitazione. Il giornalismo di tutto il mondo piange la sua scomparsa. In Italia molti l’hanno paragonata ad Ilaria Alpi, l’inviata della Rai uccisa in un attentato a Mogadiscio, e a Giulio Regeni, il nostro ricercatore torturato e assassinato al Cairo


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