Giu 01
Mercoledì
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Nove anni di carcere per i cronisti
E’ il Senato del Medio Evo

Nove anni di carcere per il giornalista che diffama un uomo politico o un magistrato! E’ quello che ha progettato la Commissione Giustizia del Senato, proprio mentre si attendeva la definitiva abolizione della reclusione come pena per i giornalisti. Stupefacente. Ecco una buona ragione per votare sì al referendum e mandare a casa questi senatori.

La Federazione nazionale della stampa (incontro, ieri mattina, organizzato insieme con Articolo 21, Usigrai, Ordine del Lazio e Pressing bavaglio) protesta e chiede il ritiro del provvedimento adottato dalla Commissione Giustizia di Palazzo Madama. A Corso Vittorio, nella sala Tobagi, la Fnsi ha preannunciato manifestazioni se il testo non sarà modificato: “Per ora cerchiamo di capire - ha detto Segretario nazionale Lorusso – proprio ora che ci si aspettava l’abolizione del carcere e norme severe per quelle querele temerarie con cui i prepotenti continuano ad intimidire i cronisti”. Il presidente Giulietti: “Ritiratela! E’ una norma illiberale e la Fnsi, come tante altre volte nella sua storia non potrà restare in silenzio, ma dovrà denunciare ai cittadini il tentativo di imbavagliare i cronisti”. Così come sta avvenendo in Turchia, dove sono stati arrestati i dirigenti del sindacato.

“Il nostro sistema giuridico – ha notato il penalista Domenico D’Amati – è medievale”. Alla conferenza stampa hanno partecipato parlamentari ed esperti. Qualcuno ha notato che se c’era bisogno di una ragione per votare sì, a ottobre, al referendum sulla riforma costituzionale, eccone una gigantesca: mandare a casa senatori che un paese libero non si merita.


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