Mag 05
Sabato
Deontologia
Quando le elezioni non fanno notizia
e anche la Rai parla d’altro

Nessun servizio speciale, niente pubblicità elettorale, neppure un dibattito. Qualche servizietto in fondo ai tg, l’ultimo giorno. La televisione di Stato ha praticamente rinunciato a informare sulle elezioni che si sarebbero svolte in centinaia di comuni, il 6 maggio. Non era mai successo. La Rai, col suo disinteresse, ha finito per alimentare il disamore per la politica e il distacco fra i cittadini e i partiti.

Difficile dire se sia stata violata la convenzione fra l’azienda pubblica e lo Stato. Probabilmente no. Se il Ministero degli Interni non ha invitato la Rai a trasmettere neppure i comunicati elettorali all’interno dei palinsesti, è probabile che la convenzione, in questi casi non lo prevedesse. Ma la scarsa attenzione dei telegiornali ha avuto del clamoroso. Quasi zero. All’interno dei notiziari, fino a tre giorni prima del voto, si poteva trovare solo qualche dichiarazione dei leader nazionali, che in genere prendevano le distanze dal voto della domenica successiva, quasi che ne avessero paura. Poi, il venerdì, i telegiornali hanno trasmesso – mai in testa, più spesso nella seconda parte della scaletta – servizi sulla fine della campagna elettorale nelle principali città: Genova, Palermo, Verona, dove appunto i segretari (Alfano, Bersani, Casini.…) erano andati a parlare. Solo sabato i tg hanno spiegato dove, quando e come si votava.

Dimostrazione di scarso senso civico? In una certa misura senza dubbio, ma c’è dell’altro La causa sta nella convinzione che la politica non sia di moda e abbia uno scarso appeal presso i cittadini. La gente si preoccupa della crisi. Vuole sapere quanto pagherà l’Imu. Ne ha piene le scatole di partiti che sperperano e di leaders che parlano, parlano, ma non tagliano i costi esorbitanti della politica. Non ne può più degli scandali (Belsito, Lusi…) e delle promesse. Dunque, le elezioni è meglio lasciarle perdere.

In fin dei conti la Rai in questo modo di essere anch’essa, ormai, solo una tv commerciale. Parla di ciò che è popolare. E’ un atteggiamento etico. Le sue redazioni ragionano con quell’ottica. Anche l’appuntamento di base della democrazia, appunto le elezioni, può essere tralasciato, perché non fa audience. Fra le notizie, è preferibile raccontare altre vicende. Se la politica in questo momento non piace, meglio lasciarla da parte. In molti notiziari, anche durante il fine settimana, si è scelto di parlare (perfino) delle elezioni francesi, di quelle nei land tedeschi o di quelle greche. Delle nostre non c’era praticamente nulla.

Un atteggiamento diseducativo, una valutazione giornalistica tutta basata sul (presunto) stato d’animo dei cittadini, piuttosto che sulla reale importanza della consultazione amministrativa. Una scelta che favorisce l’antipolitica, alimenta l’astensione, indebolisce il tessuto e l’idea stessa della democrazia.

(vr)


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4 commenti a “ Quando le elezioni non fanno notizia
e anche la Rai parla d’altro ”
  1. Caro Vittorio, analisi amara ma azzeccatissima.Anchje perché i tanti soloni del commento a gettone non se ne ono accorti.

  2. Un "zurnalesta"

    6 Mag, 2012
    Reply

    Elezioni Amministrative.

    Perché, non rispettano i patti
    Perché non li fanno lavorare
    … “I zurnalesta”
    ***
    Qui, il discorso da fare sarebbe lungo, ma, così facendo, mi dilungherei oltremodo, qui, in un commento.
    Un saluto.

  3. Un "zurnalesta"

    7 Mag, 2012
    Reply

    Inoltre, l’Affluenza E’ Calata

  4. Non solo non si accorgono delle elezioni. Di solito non si accorgono di notizie molto importanti……………………


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