Feb 14
Martedì
Industria editoriale
Francia: fra i giovani giornalisti
il 60 per cento è precario

Il giornalismo di Francia misura tutta la sua crisi. Secondo i calcoli della Commissione nazionale che attribuisce la Carta professionale, il 62 per cento dei nuovi giornalisti sono retribuiti a pezzo (pigiste), una percentuale che era del 50 perr cento l’anno precedente. Ed era salita del 10 per cento già l’anno prima. Sempre pià basso il numero degli assunti in pianta stabile.  Secondo la stessa Commissione  6 giovani su 10 lavorano in condizione di precarietà.

Incertezza e instabilit√† appaiono al di l√† delle Alpi ben pi√Ļ che gravi che in Italia. In Francia 1 giornalista su 4 pu√≤ considerarsi precario e i compensi appaiono sempre pi√Ļ bassi se riferiti al costo della vita e al potere d‚Äôacquisto dell‚Äôeuro. I sindacati hanno deciso di intraprendere azioni comuni, con primo obbiettivo l‚Äôaumento delle retribuzioni per i pi√Ļ giovani.

Si prevede un aumento della tva (l’Iva francese) che avrà un peso non indifferente sulle retribuzioni. La precarietà del lavoro comporta che molti giovani non riescono ad ottenere la Carte de press, senza la quale non si è accreditati e in molti casi non si può svolgere la propria attività.

Già a partire dal mese di novembre molti sindacati hanno firmato un documento comune per opporsi alle discriminazioni messe in atto in numerose aziende.

 

 

 


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