Gen 07
Sabato
News
Giornalisti ungheresi in sciopero
A Roma l’Fnsi protesta

Un bavaglio intollerabile: i giornalisti ungheresi incrociano le braccia e fanno lo sciopero della fame per opporsi alla legge contro la libertĂ  di stampa, fatta approvare dal governo di Orban, il nuovo leader di Budapest. La Fnsi invita i giornalisti italiani ad unirsi alla protesta.

Nelle grandi città ungheresi molti giornali e stazioni radiotelevisive sono a rischio. Il governo di destra che controlla il paese ha minacciato di togliere l’autorizzazione a pubblicare e trasmettere notizie. Il servizio pubblico tv è già stato messo sotto il controllo della maggioranza.

Il sindacato italiano, la Federazione della stampa, ha affermato che i colleghi ungheresi “non possono essere lasciati soli”. Per questo mercoledì 11 gennaio si terrà un sit-in, nei pressi dell’ambasciata ungherese a Roma, in via dei Villini (ore 17). “Non si tratta soltanto di difendere l’informazione indipendente in Ungheria, per quanto importante – ha scritto la Fnsi -  Questo è un passaggio cruciale per la credibilità stessa delle istituzioni europee. L’Unione non può vivere esclusivamente di parametri economici. Se l’Europa vuole avere un senso per i suoi cittadini, deve dimostrare di saper proteggere valori almeno altrettanto fondamentali quanto la stabilità finanziaria. Contro un governo che con le sue azioni si colloca fuori dai patti della Carta fondamentale europea, è il momento che l’Unione faccia sentire forte la sua iniziativa”.

Affinché sia ristabilito il diritto dei cittadini ad un’informazione corretta, i giornalisti ungheresi fidano proprio nelle istituzioni europee. Nelle prossime settimane esse potrebbero rilevare che la nuova legge approvata a Budapest viola i principi dell’Europa comunitaria e potrebbero richiamare il governo di Orban, aprendo una procedura di infrazione.

Ormai molti giornalisti sono a rischio. Le pesanti multe che il governo può comminare alla testate che non si allineano e che “non lavorano per i bene della nazione” potrebbero mettere in ginocchio le redazioni più deboli. Una delle testate più famose, il Nepszabadsag, quotidiano indipendente, di stampo liberal, ha fatto ricorso alla Corte costituzionale contro la legge. Ma le speranze di successo sembrano poche dal momento che anche le competenze dell’Alta Corte sono state limitate. Il direttore del giornale ha invitato i suoi redattori ad essere prudenti prima di decidere cosa pubblicare.

 

 


Tags:

Scrivi un commento



Tutti i contenuti Š 2008 giornalismo e democrazia