Sabato
Industria editoriale
L’Unità in sciopero e Soru dice:
“E’ in vendita ma non chiuderà”
I giornalisti dell’Unità hanno attuato il primo dei tre giorni di sciopero proclamati dall’assemblea di redazione. Sperano di indurre l’editore, Renato Soru, a sostenere con più energia le casse del giornale, ancora una volta in crisi.
Il comunicato con cui i giornalisti hanno annunciato lo sciopero ha giudicato inaccettabile che l’azienda avesse informato i dipendenti sulle difficoltà che stava incontrando nel pagamento degli stipendi di dicembre e della tredicesima mensilità. In apprensione il direttore, Claudio Sardo (ex Messaggero, nominato pochi mesi fa). La redazione ricorda i sacrifici già sopportati (riduzione degli organici, cassa integrazione) per aiutare il bilancio del giornale. Lamenta che l’ex governatore della Sardegna, Renato Soru, che detiene il pacchetto di maggioranza del quotidiano, si stia disinteressando delle sorti del giornale. La situazione dell’Unità sta precipitando. Per questo i giornalisti si rivolgono al governo diretto da Mario Monti. Solo lo sblocco del finanziamento dell’editoria, da parte della Presidenza del Consiglio – affermano – può contribuire a salvare il giornale in tempi rapidi.
Soru, intervistato da Fabrizio Roncone del Corriere della Sera ha ricordto di essere intervenuto per salvare il quotidiano della sinistra nel momento in cui i libri stavano per essere portati in tribunale. Ha confermato poi che il giornale è in vendita, ma ha escluso che ci sia il rischio di chiusura.
Preoccupata la Federazione della stampa. Il sindacato unitario dei giornalisti afferma in un comunicato: “La Fnsi e le Associazioni regionali di stampa, interessate dalla presenza di redazioni locali de ‘l’Unità’, ribadiscono il loro impegno al fianco dei colleghi costretti oggi a far mancare il proprio giornale ai lettori per non dovere, domani, farlo mancare per sempre”.
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