Nov 08
Martedì
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Alemanno non sopporta i cronisti:
“Con quelli di Repubblica ho chiuso”

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di dichiarare guerra ai cronisti di Repubblica. “Sono violenti, non voglio più aver nessun contatto. Con loro ho chiuso”. Hanno protestato sia il Comitato di redazione del quotidiano, sia il segretario della Fnsi, Franco Siddi: “Non ci si può sottrarre alle critiche e un amministratore non può fare a meno di comunicare i risultati del proprio lavoro”.

Da che mondo è mondo i politici, di qualsiasi grandezza, hanno spesso litigato con i giornalisti, dimostrando insofferenza per i loro resoconti e, ancor più, per i giudizi espressi sul loro operato. Alemanno, l’uomo della destra che divenne sindaco sconfiggendo Francesco Rutelli ha affidato ad un monologo, sul proprio blog e postato su Youtube, la decisione di chiudere i rapporti con il giornale diretto da Ezio Mauro. Uno sfogo di sette minuti. Il Sindaco se l’è preesa in particolare con il caporedattore della Cronaca romana, Giuseppe Cerasa, che gli aveva dedicato un articolo di forte critica, al termine di una settimana di problemi per la città e per i suoi amministratori: le devastazioni provocate dai black bloc a San Giovanni durante la manifestazione degli “indignati”, il nubifragio che ha bloccato interi quartieri, l’inaugurazione di un grande magazzino (a Ponte Milvio) seguito da ingorghi pazzeschi per un’intera giornata. Tutte vicende seguite puntigliosamente dai cronisti del giornale di De Benedetti. Prove evidenti, aveva spiegato il giornale, della inadeguatezza e del fallimento della giunta guidata da Alemanno.

Il sindaco, che aveva giudicato imprevedibili tutti gli episodi che avevano creato disagi e difficoltà ai cittadini, nel suo messaggio on line ha affermato che a Roma la sinistra “si sente defraudata da parte nostra di un loro possedimento. Considerano il Comune di Roma un proprio dominio incontrastato, e il nostro arrivo qui è qualcosa da cancellare, da negare completamente, una sorta di usurpazione”. Ed ha rivendicato il diritto dovere di governare la capitale: “Io sono qui perché i cittadini mi hanno votato. Qualsiasi cosa succeda non si studia come risolvere il problema, si studia come trasformarlo in un elemento polemico contro questa amministrazione. Perciò sono costretto a interrompere i rapporti con Repubblica. I rapporti si basano sul rispetto reciproco, ma non vedo rispetto nelle pagine della cronaca romana” Ed ha aggiunto: “Non si può governare con le menzogne, le infamie e questo atteggiamento intollerabile dell’opposizione e di una parte significativa della stampa”.

La risposta del Segretario nazionale della Federazione della stampa, Siddi, è stata netta: “Chi è investito di un mandato elettorale non può ritenersi al di sopra delle critiche dell’opinione pubblica”. Mentre sia il Cdr del giornale sia Giuseppe Cerasa ribadivano la volontà “di continuare a raccontare con rigore e laicità tutto ciò che accade a Roma”.

Immediate sono state le critiche da parte dei partiti di opposizione. Walter Veltroni, ex sindaco di Roma, ha affermato. “Roma è allo sbando ed ogni più piccola emergenza non viene governata, così esplode con disagi gravissimi per i cittadini. Alemanno non trova nulla di meglio che attaccare l’opposizione e la stampa. Il sindaco di una città ha doveri istituzionali e deve rendere conto ai cittadini e agli organi di informazione. Tentare di sottrarsi a questo, dichiarare guerra ai media se lo criticano è un attacco alla libertà di stampa e un modo per sfuggire alle proprie responsabilità”.




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