Ago 16
Martedì
Le istituzioni
Scontro fra Catricalà e Iacopino
ma chi davvero informa?

di Fernando Cancedda

Leggo sul sito dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, datata 10 agosto e titolata ‚ÄúIl dovere di essere informati‚ÄĚ, una secca replica del presidente dell’Ordine Enzo Iacopino al presidente dell’Antitrust Antonio Catrical√†, che altrettanto seccamente avrebbe dichiarato: ‚ÄúL’Ordine dei giornalisti non serve. Chi vuole scrivere lo faccia in tutta libert√† al contrario degli avvocati che devono avere qualcuno che li bacchetta”.

‚ÄúIl presidente dell’Antitrust, Antonio Catrical√†, ha il diritto di non essere favorevole all’esistenza dell’Odg - sostiene Iacopino - ma ha il dovere di una corretta conoscenza degli argomenti che affronta”. E su questo niente da dire, non √® certo una difesa d’ufficio dell’Ordine che ha richiamato la mia attenzione. Ma Iacopino subito dopo aggiunge: ‚ÄúL’Odg invier√† all’Antitrust¬† l’elenco dettagliato delle sanzioni inflitte ai giornalisti per tutelare il diritto dei cittadini ad una informazione responsabile e pacata, nel rispetto dell’appello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano‚ÄĚ. E perch√© solo a lui?

Di fatto, non vi sarebbe¬† bisogno di inviare alcunch√® a chi ha ‚Äúil dovere di essere informato‚ÄĚ se le sanzioni disciplinari deliberate dagli Ordini regionali ed eventualmente confermate dal Consiglio nazionale fossero normalmente note sulla stampa o almeno sui siti web dell’Ordine insieme¬† ai fatti e ai comportamenti scorretti che le hanno motivate.¬† Io stesso, quand’ero consigliere nazionale dell’Ordine ho avuto modo di sollecitarlo e anche in seguito, come presidente del collegio di Probiviri dell’Associazione Stampa Romana, di discuterne nel merito col presidente dell’Ordine regionale del Lazio.

La spiegazione del silenzio sui provvedimenti starebbe, rispondevano, nel ‚Äúrispetto della privacy‚ÄĚ. Ma trattandosi per la maggior parte di sanzioni morali, come l’avvertimento o la censura, non si comprende quale effetto (penalizzante o d’esempio ai colleghi) possano avere se la comunicazione √® data soltanto all’interessato, per lo pi√Ļ convinto di essere nel giusto, ‚Äúin camera caritatis‚ÄĚ. Se a ci√≤ si aggiunge che perfino le sospensioni e addirittura, come √® capitato, la radiazione dall’Ordine sono tenute in scarsa considerazione dagli editori, si pu√≤ dedurne che, almeno sotto questo profilo, l’Ordine dei giornalisti davvero non serve o serve a poco.

Che poi, come conclude la nota di Iacopino,¬† l’Odg renda ‚Äúalle casse dello Stato circa due milioni di euro l’anno che probabilmente contribuiscono a pagare le significative indennit√† dei membri di varie authority”, potr√† forse essere oggetto di meditazione per questi funzionari ma non motivo di consolazione per i colleghi giornalisti che contribuiscono indirettamente a pagarli. (www.nandokan.it)

 


Tags: ,

Scrivi un commento



Tutti i contenuti © 2008 giornalismo e democrazia