Ago 15
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Colpo all’Ordine dei giornalisti
privato della funzione disciplinare

Colpo al cuore dell’Ordine dei giornalisti. Il governo gli ha tolto la sua funzione disciplinare inserendo un’apposita norma nel decreto di metà agosto, quello destinato ad affrontare la crisi economica dell’Italia.

Il decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138 ha previsto all’articolo 3, comma 5, che gli ordini professionali vengano privati dei loro compiti disciplinari, che verranno svolti da appositi enti territoriali. Resteranno agli ordini le funzioni di curare “l’istruzione e la formazione”.

Della norma introdotta non si capisce il senso e l’utilità. Era nota l’intenzione di una parte dei parlamentari di “liberalizzare” gli ordini, favorendo soprattutto l’accesso alle professioni. Ma non è chiaro perché un simile provvedimento sia stato preso all’interno di una manovra economica, dato che non potrebbe portare alcun vantaggio di questo tipo. Non è neppure specificato come e da chi saranno formati gli enti territoriali che dovranno sostituire l’Ordine nello svolgimento delle funzioni disciplinari. E poi: chi svolgerà un simile compito in sede nazionale? E’ noto infatti che oggi gli ordini regionali svolgono il primo giudizio, per esaminare il comportamento di un iscritto, il quale ha poi la possibilità del ricorso in appello, che avviene di fronte al Consiglio nazionale dell’Ordine. Resterà questa funzione?

Ricordiamo che l’Ordine dei giornalisti ha – in base alla legge voluta da Guido Gonella nel 1963 – due compiti fondamentali: quello di curare l’elenco dei giornalisti (e le procedure per l’accesso: esame di stato per i professionisti); e quello di sorvegliare il comportamento degli iscritti, sottoponendoli eventualmente al procedimento disciplinare. Tolta questa seconda funzione, resta la prima. L’Ordine si occuperà solo di questa? Decisamente poco, se si pensa che la preparazione dei giornalisti professionisti si svolge nelle redazioni e ben poco può fare l’organismo professionale. A parte le (17-18) scuole, istituite e solo sorvegliate dall’Ordine, le quali preparano però solo il 20 per cento dei candidati ammessi all’esame di stato.

Sconcerta anche il fatto che una simile misura sia stata presa proprio mentre lo stesso Parlamento ha già approvato (alla Camera) una legge che riforma e snellisce il funzionamento dell’Ordine. Scarse finora le reazioni al provvedimento. Il Presidente dell’Ordine nazionale, Iacopino, si è limitato ad augurarsi che il testo venga modificato durante il dibattito parlamentare che ratificherà il decreto legge sulla manovra economica.


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