Giu 21
MartedĂŹ
Deontologia
La terribile cronaca della tragedia di Vermicino
morte in diretta di un essere umano

Tutti parlano di Alfredino, il bambino morto dopo essere caduto in un pozzo a Vernicino, dalle parti di Frascati. E’ il trentesimo anniversario e alle discussioni ha fatto da volano il libro di Walter Veltroni, che accomuna Alfredo con Roberto Peci, rapito dalle Br alla stessa ora dello stesso giorno: il 10 giugno 1981. Ma pochi riflettono su cosa fece in quelle ore la Rai. Una tragedia trasmessa in diretta, che sconvolse milioni di persone. Oggi il servizio pubblico si comporterebbe allo stesso modo?

Quella mattina, disse Emilio Fede che era direttore del Tg1, serviva un fatto di cronaca, per spezzare la sequenza delle notizie politiche. Così fu deciso di mandare una troupe a Vernicino e fare un collegamento. Poi, un’ora dietro l’altra, in una successione sempre più drammatica e “partecipativa” dei fatti, la Rai proseguì le diretta tv. L’Italia intera voleva notizie su quella operazione di soccorso. Quelle cronache appassionavano il pubblico, non era pensabile Non si poteva più interrompere.

Oggi sarebbe ancora così? L’unico che ha detto “Non lo rifarei” è stato Piero Badaloni. Gli altri (Santalmassi, Vallone) hanno giustificato il proprio comportamento e lo stesso Veltroni ha definito quelle decisioni “oneste”, comprensibili, pur non condividendole. E’ cambiato qualcosa in trenta anni nella idea della professione, della cronaca e della difesa della persona che la Rai porta avanti e che i suoi giornalisti realizzano.

Il bambino che urlava e si lamentava venne usato per fare audience, sia pure in buona fede. La sua privacy venne violata in modo terribile. Succederebbe la stessa cosa se si introducesse una telecamera (o un microfono) in una sala operatoria, durante l’intervento che può determinare la vita o la morte del protagonista. Invece, ogni essere umano ha diritto di soffrire, salvarsi o morire lontano dai riflettori e dalle orecchie del pubblico. Di lì, dal modo come venne raccontato il dramma di Alfredino - ha notato qualcuno in questi giorni - cominciò la tv del dolore, quella cui spesso assistiamo, che approfitta dei drammi umani che sono all’origine di orrendi fatti di cronaca, li afferra e li usa a suo piacimento.

 


Tags: , , ,

Scrivi un commento



Tutti i contenuti Š 2008 giornalismo e democrazia