Apr 03
Domenica
Deontologia
Stop alle immagini di Yara Gambirasio
amarezza e sdegno espresse dai genitori

 “Amarezza e sdegno” sono i sentimenti espressi dai genitori di Yara Gambirasio nei confronti dei mezzi di comunicazione. L’assalto continua. La famiglia aveva chiesto che non fossero trasmessi né per televisione né in Internet immagini della ragazza, ripresa durante le sue prove di ginnastica ritmica. Ma il desiderio non è stato esaudito. Maggiore attenzione ha sollecitato da parte dei giornalisti il Garante della privacy, Pizzetti.

Le parole che i genitori della ragazza hanno usato sono state “continuo accanimento giornalistico”, proprio mentre essi stanno cercando  di rimettere in equilibrio la propria famiglia. Si ricorderà che il sindaco di Brembate di Sopra aveva invitato al silenzio stampa ed aveva tenuto i cronisti lontani dalla abitazione dei Gambirasio. I quali esplicitamente dichiarano di non capire di quale utilità possano essere le immagini che continuano a ad essere messe in onda. Affermano: “Vi preghiamo di non nascondervi dietro il paravento del diritto di cronaca ed abbiate rispetto per la nostra situazione”.  Più che di un appello questa volta si è trattato di una protesta, vista la continua pubblicazione da parte di diversi organi televisivi di  immagini della ragazza, che nessuna nuova informazione possono offrire all’opinione pubblica.

 

Il Garante della privacy (l’autorità che controlla l’applicazione della legge n. 675), ha esaminato il caso ed ha emesso questo invito ai mass media:

<L’AutoritĂ  Garante per la protezione dei dati personali invita tutti i mezzi di informazione e i media a prestare la massima attenzione all’accorata richiesta della famiglia di Yara Gambirasio affinchĂŠ non si continui a diffondere fotografie o video di Yara.Tale diffusione infatti, mentre ha il sicuro effetto di rinnovare il dolore di una famiglia, ben difficilmente può apparire oggi “davvero nell’interesse oggettivo del minore”. Condizione, questa, che esplicitamente l’articolo 7 comma 3 del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivitĂ  giornalistica, anche richiamando la Carta di Treviso, indica come requisito essenziale di legittimitĂ  per la diffusione dei dati relativi ai minori. Requisito che va rispettato con particolare rigore quando si tratti di minori vittime di reati e violenze>.

Come si vede, il Garante richiama i giornalisti ad attenersi al principio dell’interesse oggettivo del minore, principio che , già a partire dal 1990, venne posto a difesa dei minorenni protagonisti dei fatti di cronaca.


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