Mar 11
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Il Garante della privacy indaga sui quotidiani
e Bocchino accusa il Giornale di stalking

Italo Bocchino

Italo Bocchino

Due quotidiani sotto inchiesta. Le istruttorie sono state aperte dal Garante della privacy nei confronti del Giornale (direttore Alessandro Sallusti) e del Corriere della Sera (direttore Ferruccio De Bortoli. L’Autorità di garanzia ha ricevuto due diverse segnalazioni: la prima riguarda la pubblicazione degli indirizzi di posta elettronica di alcuni magistrati; la seconda si riferisce alla pubblicazione dell’estratto di un conto bancario gestito dal ragionier Giuseppe Spinelli nell’ambito della vicenda Ruby e delle ragazze invitate alle feste nelle residenze del premier.

Sarà l’organismo guidato dal prof. Francesco Pizzetti a decidere se vi sia stata violazione della legge sulla privacy. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, nel suo esposto ha denunciato non solo il contenuto a suo avviso diffamatorio di un articolo de Il Giornale, ma la violazione del divieto di diffondere la corrispondenza privata. Il quotidiano ha diffuso anche gli indirizzi elettronici dei magistrati compresi in un mailing list. Gli ha risposto il direttore del quotidiano, Sallusti, secondo il quale “sorprende che i magistrati invochino per loro il diritto alla privacy che regolarmente calpestato…. Quando si tratta di privati cittadini, giornalisti o politici a loro non graditi”.

 

Quanto alla seconda denuncia, presentata per conto dello stesso presidente del Consiglio, il Corriere della Sera ha risposto con una nota, nella quale si osserva che il conto bancario del premier è contenuto negli atti dell’inchiesta giudiziaria e non è coperto da segreto. Il suo contenuto è quindi pubblicabile, essendo di interesse pubblico il compenso per un parere, pagato ad un docente universitario poi eletto nel Csm, nonché le parcelle corrisposte allo stesso Berlusconi ai suoi legali.

Decisamente curiosa la denuncia presentata invece all’autorità giudiziaria dall’onorevole Bocchino per il reato di stalking. Si tratta di una specie di class action, di azione di massa, rivolta contro 36 redattori del Giornale ed un lettore, un’iniziatiovahc vuole colpire l’intera redazione di un quotidiano attenterebbe di continuo alla sereità del deputato. Un’azione che è stata deplorata sia dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sia dalla Federazione della stampa. Franco Siddi ha affermato che si tratta di un’accusa insostenibile_ “ Non era mai accaduta una cosa simile ed è assai spiacevole perché con un reato come lo stalking, che attenta all’intima libertà delle persone, non si scherza; tanto meno si può comprendere una denuncia simile da parte di un deputato che è tra i protagonisti primari del dibattito pubblico e ha mille e una opportunità di replicare a ogni critica o attacco e di tutelare la propria posizione personale e politica”.

Peraltro Siddi ha poi aggiunto di avvertire “un pesante disagio per un’idea che anche questa iniziativa giudiziaria accredita, e cioè che i giornali siano considerati i nuovi centri dello scontro politico”. 

 


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