Feb 21
Lunedì
News
Intercettazioni: Berlusconi riprova col bavaglio
Articolo21:”In piazza il 12 marzo”.Fnsi pronta

Si riaffaccia il rischio del bavaglio. Berlusconi riprende il progetto di riforma delle intercettazioni telefoniche che, se approvata,  determinerebbe due conseguenze: la perdita di efficacia delle inchieste contro la criminalità, l’impossibilità da parte dei giornalisti di informare i cittadini sullo svolgimento di inchieste anche clamorose. La Federazione della stampa di nuovo sul piede di guerra, anche se il segretario Siddi dice: “La legge ormai è un pallone bucato”.

Dopo la manifestazione cui parteciparono migliaia di cittadini romani, in piazza Navona, a ottobre, sembrava che il governo avesse rinunciato a varare la nuova disciplina sulle intercettazioni. Il testo già approvato al Senato era stato migliorato, grazie al contributo dell’avvocato Giulia Buongiorno, che presiedeva la Commissione Cultura ed era portatrice delle idee di Gianfranco Fini. Scomparse le sanzioni a carico dei giornalisti, erano diminuite quelle nei confronti degli editori, che pure preoccupano perché potrebbero spingere gli azionisti a interferire nei contenuti dei giornali. Lo scontro politico che aveva portato all’uscita dalla maggioranza dei finiani di Futuro e Libertà sembrava comunque far pensare che di intercettazioni non si sarebbe più parlato.

Invece, il Presidente del Consiglio torna all’attacco, in seguito alla pubblicazione delle migliaia di conversazioni che sono alla base dello scandalo “Ruby”. Da qualche giorno la maggioranza parlamentare, che pure aveva ricevuto la fiducia in entrambi i rami del Parlamento ai primi di dicembre, sembra più forte. Di qui la decisione di Berlusconi di portare al traguardo la legge che impedirebbe ai giornalisti di pubblicare il contenuto delle telefonate nella fase delle indagini preliminari.

Si attende che il ministro Alfano comunichi il nuovo testo, che farebbe parte del pacchetto di norme sulla giustizia, che provocano notevole preoccupazione fra i magistrati.

”Questo disegno di legge è ormai come un pallone bucato e si sa che forato difficilmente può essere lanciato in profondità e andare in rete”. Ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, commentando l’intenzione del premier Berlusconi di rilanciare il ddl intercettazioni nella versione originaria. Ma il paragone del segretario del sindacato dei giornalisti è forse ottimistico, visto che oggi il Governo sembra essere più forte di prima. La Fnsi è pronta alla battaglia, ha confermato il presidente Roberto Natale, ma non sarà facile trovare strumenti per respingere il bavaglio. Servono voti in Parlamento e le opposizioni si schiereranno con le armi spuntate.

L’associazione Articolo21 ha già annunciato una manifestazione a Roma il 12 marzo.

 


Tags: ,


Scrivi un commento



Tutti i contenuti © 2008 giornalismo e democrazia