Gen 28
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Match pari al Corriere: chieste altre trattative
Respinto il diktat di Ferruccio De Bortoli

Al Corriere della Sera, un risultato di sostanziale parità nel match fra il direttore De Bortoli e il Comitato di redazione.Dopo aver discusso per due pomeriggi, i giornalisti delle diverse redazioni hanno respinto il diktat con cui il direttore aveva minacciato di denunciare il contratto di lavoro, gli hanno rinnovato la fiducia, ma lo stesso hanno fatto nei confronti del Comitato di redazione, che ha mostrato nella circostanza molto equilibrio. 

Questa la mozione approvata dalla redazione dopo due giorni di battito:

<La redazione del Corriere - si legge nella mozione approvata - conferma la piena fiducia al direttore, piena e motivata dal fatto che rappresenta la migliore garanzia per attraversare questa fase di difficolta’ e di cambiamento. Il documento di mediazione - si legge ancora - rappresenta una soluzione che presenta molti aspetti pienamente condivisibili, ma anche alcuni elementi che in un rapido percorso comune, possono utilmente essere rivisitati.
<’Per questo la redazione chiede al direttore di riprendere il dialogo con il Cdr, a cui va la completa fiducia e approva il documento messo a punto dal comitato stesso, certa che sara’ possibile trovare un’intesa,che in tempi rapidi consenta al giornale di trovare la serenità di cui ha bisogno>.

In sostanza De Bortoli, ritenendo che il giornale fosse in grave ritardo riguardo ai programmi di sviluppo, aveva chiesto metodi nuovi per non insabbiarsi in una trattativa tradizionale (ed aveva promesso un’assunzione di un giovane ogni mese, al minimo di stipendio, in cambio di una maggiore flessibilità  nell’organizzazione del lavoro). Ma la mano libera da parte della redazione gli è stata rifiutata. I redattori hanno affermato che la fiducia nel direttore non è mai stata neppure esaminata, ma che le relazioni sindacali sarebbero state stravolte se a De Bortoli fosse stato affidato un incarico di mediazione vera e propria. Dunque: trattativa fra Cdr e azienda attraverso un tavolo sindacale al quale era invitato anche il direttore di testata. Per il resto, la redazione ha sottolineato che i programmi di sviluppo restano prerogativa dell’azienda. In questo senso la redazione non intendeva neppure partecipare ad uno scontro fra le diverse anime dell’azionariato del Corriere.

L’assemblea ha anche approvato altre due mozioni (Alberizzi e Perego) per chiedere giornate di studio sul futuro e il contenuto del giornale, anche in relazione alle edizioni multimediali.

Non si conosce la risposta dell’azienda. La sensazione è che la redazione abbia mostrato compattezza (in novembre aveva già scioperato), ma che possa essere proprio l’azienda – su sollecitazione di alcuni lndustriali – a spingere verso lo scontro, con l’appoggio anche del direttore.

 

 

 

 


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