LunedĂŹ
Senza categoria
Feltri e Belpietro guideranno Libero
come azionisti di minoranza

Feltri e Belpietro, insieme alla testa di Libero, come proprietari, prima che come giornalisti. Eâ la novitĂ , nel settore della carta stampata. Vittorio Feltri, infastidito dai tre mesi di sospensione dalla professione inflittagli dallâOrdine dei giornalisti in seguito al caso Boffo, è partito allâattacco ed ha deciso di tornare alla testa di Libero, il quotidiano che aveva fondato e che è oggi diretto da Maurizio Belpietro, il quale a sua volta ne ha acquistato una quota. Attenti a quei due, dice ora qualcuno.
Libero appartiene oggi agli Angelucci, che sono proprietari anche del Riformista. La famiglia, che opera nel settore sanitario, starebbe riconsiderando la propria attivitĂ nellâeditoria giornalistica ed ha accettato di cedere una parte delle azioni del quotidiano ai due giornalisti, che tuttavia resterebbero per ora soci di minoranza, incaricati dallâazionista di maggioranza di governare il quotidiano, uno come direttore editoriale, lâaltro come direttore responsabile.
Una novitĂ non da poco nel panorama editoriale italiano. Lâidentificazione nella stessa persona del proprietario e del direttore offre sempre elementi di perplessitĂ . I casi piĂš noti sono quelli di Ciancio Sanfilippo e Pizzo Ardizzone, che sono titolari e direttori di due giornali siciliani (ciancio è stato perfino presidente della Federazione degli editori. La perplessitĂ scaturisce dal fatto che lâarticolo 6 del contratto di lavoro separa nettamente le due figure ed attribuisce al direttore responsabile il compito di difendere lâautonomia della redazione. Nei confronti della proprietĂ â che non può e non deve influire sui redattori, ma può interloquire solo con il direttore â e di tutti coloro che, dallâesterno, possono cercare di condizionare il lavoro dei singoli giornalisti.
Tutto questo diventa impossibile nel momento in cui il direttore che guida la redazione possiede anche una quota delle azioni. Si pensi non solo alle scelte operative, che riguardano il contenuto del giornale, ma anche alle assunzioni, ai licenziamenti, agli incarichi di lavoro. Si dirà che tutto ciò accade anche nelle cooperative, ma il rapporto è in realtà differente, perchÊ la redazione possiede di solito ben altri poteri.
Libero è un quotidiano del mattino, che dopo un eccezionale exploit iniziale, ora sta perdendo qualche copia (proprio in concorrenza con il Giornale, ora diretto da Sallusti). Peraltro il suo bilancio regge grazie al finanziamento pubblico. âAnche se i soldi arrivano sempre in ritardoâ lamenta Maurizio Belpietro.
Â
Tags: Angelucci, Gasparri, MammĂŹ
Articoli correlati
Related Post
Più letti
- Giornali non solo in edicola:
aumenteranno le copie vendute? (7) - Esami di stato: troppi bocciati
ma realmente a qualcuno interessa? (6) - Come salvare le scuole di giornalismo (4)
- Quando le elezioni non fanno notizia
e anche la Rai parla dâaltro (4) - Riforma dell'Ordine in Parlamento: chi approva? (3)
Più recenti
- Aveva detto: “Fra qualche settimana”
Poi sulla Rai Monti si è incartato - Conferme e qualche bocciatura
nelle elezioni per il rinnovo dell’Inpgi - Scontro fra CatricalĂ e Iacopino
ma chi davvero informa? - Adesso nell’Ordine di Iacopino e Ghirra
comincia una difficile collaborazione - Il ruolo dell’AutoritĂ per le comunicazioni
messo in crisi dalle rivelazioni di Trani - Par condicio: almeno 5 milioni di euro
il danno economico subito dalla Rai






