Nov 08
LunedĂŹ
Estero
Un altro giornalista russo aggredito
e ridotto in fin di vita

Un altro giornalista pestato in Russia per i suoi articoli contrari al regime. Oleg Kashin, 30 anni, è stato aggredito davanti alla sua abitazione. E’ ricoverato in ospedale con fratture in tutto il corpo e coma farmacologico. Difficile dire se si salverà. Sdegno in tutti gli ambienti democratici.

Kashin scrive per il Kommersant e secondo il direttore del periodico è stato picchiato da chi vuole chiudergli la bocca. Ha le gambe rotte, il cranio fratturato in più punti. Gli aggressori non lo hanno derubato. L’inchiesta è aperta e il presidente Medvedev ha chiesto che venga effettuata con particolare rigore. L’aggressione è avvenuta nel cortile della casa di Kashin. Di sera egli ha trovato ad attenderlo due uomini con un mazzo di fiori in mano. Il pestaggio è stato brutale ed è stato ripreso da una telecamera. Questa volta i telegiornali nazionali hanno dato molto risalto all’episodio. Anche per questo, probabilmente, il presidente Medvedev lo ha subito condannato.

All’interno della redazione del Kommersant Kashin si occupa di ambiente. Ha seguito cn attenzione le proteste contro la distruzione di una parte della foresta di Khimki, sulla quale dovrebbe passare un’autostrada. Lo stesso sindaco di Mosca, Luzhkov, che aveva polemizzato con il Cremino, era stato silurato.

Enormi sono gli interessi economici attorno alla costruzione di questa opera (che dovrebbe raggiungere l’abitato di San Pietroburgo) e che aveva già portato, per le stesse ragioni, all’aggressione di un altro giornalista, Mikhail Beketov. Ora Kashin è in fin di vita. Hanno provato ad ucciderlo come uccisero Anna Politkovskaja e  Anastasia Baburova. Si calcola che siano 35 i giornalisti assassinati in Russia in questi deci anni.


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