Giu 25
VenerdĂŹ
Industria editoriale
Continuano a calare le vendite dei quotidiani
Meno 90.000 il Corsera, 55.00 Repubblica

Continua l’emorragia di copie dei quotidiani italiani. Lo dicono le ultime rilevazioni dell’Ads. Nel periodo marzo 2009-2010, il Corriere della Sera ha perso circa 90.000 copie, il 15 per cento di quelle diffuse (qualcosa di meno se si guarda al dato delle edicole). Il calo di Repubblica è stato invece di 53.000 copie al giorno, circa il 10 per cento. I due leader del settore distribuiscono rispettivamente 512.000 e 470.000 copie. Crescono leggermente sia il Giornale (186.000, più 1 per cento) sia l’Unità (52.000, più 6 %).

E calano ovviamente anche le tirature. Siamo a 5, 5 milioni di copie al giorno (4, 8 il venduto) a fronte degli 8 (7,/ il venduto) milioni tirati nel 2006, quando le vendite erano sui 5 milioni e mezzo.

Molto significativi i dati che riguardano sia l’occupazione sia la pubblicità.

Occupazione: secondo il rapporto dell’istituto “Carlo Lombardi”, Osservatorio tecnico sui Quotidiani e la pubblicitĂ , gli addetti ai quotidiani in vent’anni si sono dimezzati. Si è passati da 12.500 nel 1990 ai 6.200 nel 2009.

Pubblicità: il settore continua a soffrire. Mentre nel 2000 i quotidiani conquistavano un 25 per cento della disponibilità totale, ora la quota è scesa al 19 per cento, a causa della concorrenza dei periodici e di Internet. Oltre che al predominio della televisione. Il minore afflusso di pubblicità ha comportato un notevole ribasso del prezzo dei moduli offerti sulle pagine di carta.

Molto decisa la protesta degli editori dopo l’abolizione da parte del governo delle facilitazioni postali. Molte aziende hanno visto salire i costi oltre il sopportabile. E la Fieg intende far ricorso alle autorità di Bruxelles per il forte aumento delle tariffe di spedizione. Non è servito a rassicurare gli editori l’annuncio del Sottosegretario Bonaiuti di una riunione, in autunno, dei cosiddetti Stati generali dell’informazione.

  

 


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