Mag 13
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Norma Rangeri nuovo direttore del Manifesto
“Navighiamo su un vecchio vascello corsaro”

Norma Rangeri √® il nuovo direttore responsabile del Manifesto. E‚Äô stata scelta, il 5 maggio 2010, dai colleghi della redazione, che fra qualche mese festegger√† i suoi quaranta anni di lavoro. Un quotidiano che rappresenta l‚Äôunico esempio di giornale nazionale basato su una cooperativa di giornalisti. La Rangeri √® un‚Äôesperta di problemi dell‚Äôinformazione, in particolare nel settore della televisione. Dal 1992 tiene infatti una rubrica che si chiama ‚ÄúVespri‚ÄĚ. Angelo Mastrandrea √® il nuovo vicedirettore. Nel voto che ha concluso l‚Äôassemblea del giornale i due candidati hanno ottenuto 64 voti su 103.

 

 

‚ÄúGiornalismo e democrazia‚ÄĚ pubblica il fondo scritto da Norma Rangeri poche ore dopo la sua elezione.

 

 

La nostra scommessa


Questo giornale nasce perch√© un gruppo di intellettuali e parlamentari comunisti, nell’ormai lontano 1971, dopo essere stato radiato dal Pci, decide di tentare un’impresa politica attraverso la rivista, e la forma originale di un quotidiano. Pi√Ļ che un gruppo politico dunque, nella convinzione di ¬ęoffrire uno strumento di conoscenza, di intervento, di mobilitazione, per segnare una presenza e stabilire un punto fermo gi√† in questa fase cruciale dello scontro di classe¬Ľ come scriveva Pintor nel primo editoriale.
Tutto quello che so della politica e del giornalismo l’ho imparato da loro, da Pintor, Rossana Rossanda, Valentino Parlato e Luciana Castellina. La passione per la scrittura, la forte idealit√†, il desiderio di cambiare la societ√†, il coraggio di andare controcorrente, il piacere della sfida teorica, la voglia di condividere un’esperienza di lavoro e di vita senza soluzione di continuit√† tra l’uno e l’altra, e tra loro e la giovane redazione che cresceva entusiasta, sotto una guida sicura e di grande valore.
In questi lunghi quarant’anni tutto √® cambiato. Molte generazioni si sono incontrate nelle stanze di via Tomacelli, alimentando una diaspora “manifestina” di compagne e compagni, di amiche e di amici che hanno preso strade diverse. Nel mondo del giornalismo e della politica. Oggi molti di loro, nonostante il tempo passato e le esperienze intraprese, fanno gli auguri sinceri di riuscire nella difficile avventura che la maggioranza della famiglia di via Bargoni (dove ora siamo “annidati”) ha affidato a me e a Angelo Mastrandrea, eleggendo la nuova direzione. Sono auguri particolarmente graditi. Perch√© vengono da un affetto sempre vivo e perch√© ne abbiamo davvero bisogno.
Adesso non c’√® pi√Ļ una sinistra forte con cui polemizzare e confrontarsi. Viviamo una fase di polverizzazione di culture e movimenti, con una frantumazione sociale, un ceto politico inadeguato, conformista, partitocratico. Il mondo non ha superpotenze ordinatrici, ma guerre di incivilt√† che malamente dissimulano le convulsioni di un capitalismo che divora se stesso mettendo il pianeta a rischio di sopravvivenza.
Noi del manifesto navighiamo con un vascello d’antan in mare aperto, avendo una bussola arrugginita e un motore diesel spesso sul punto di mollarti in mezzo alla tempesta. Per√≤ vogliamo spendere le nostre energie per capire come si fa a essere, ancora per i prossimi anni, una “tentazione” quotidiana per un pubblico pensante, colto e politicamente forte, lettori convinti che ¬ęoggi non si possa agitare una rivoluzione sociale, ma qualcosa di pi√Ļ dell’antiberlusconismo s√¨¬Ľ, come dice Rossana, lontana, a Parigi, per√≤ vicina a tutti noi con le sue riflessioni, le critiche e i contributi offerti al nostro dibattito interno. Va rifatto un discorso sul capitalismo, e dobbiamo riflettere a un keynesismo del 2010, lei suggerisce. Per noi, pi√Ļ che consigli, sono indicazioni di lavoro.
Un giornale √® un giornale. Carta che dura qualche ora. Una creatura fragile che se non ha idee, se non attrae, se non ha il graffio della polemica, se non produce informazione, √® atteso da un triste destino. Per questo il manifesto dovr√† ascoltare di pi√Ļ, raccontare meglio, criticare senza pretendere di avere tutte le risposte. Siamo un bel gruppo di mischia, ancora capace di respingere gli attacchi forsennati alla libert√† di stampa, in piedi nonostante tutto.
Perciò, mentre ringrazio tutto il collettivo e in particolare Valentino che ci ha seguito nelle ultime vicende interne, chiedo agli amici e alle amiche del giornale di sostenerci. Il nostro quarantesimo compleanno - 28 aprile 2011 - costituirà il primo significativo giro di boa: nei prossimi mesi capiremo se saremo stati in grado di mettere in edicola (e sul web) un prodotto politico e editoriale utile e importante per la sinistra italiana e per il paese.

 

Questi i giornalisti che si sono succeduti alla guida de il Manifesto

·         Dal 28 aprile 1971 al 19 settembre 1975: Luigi Pintor;

·         Dal 19 settembre 1975 al 18 febbraio 1976: Valentino Parlato;

·         Dal 18 febbraio 1976 al 3 luglio 1976: Luigi Pintor, Luciana Castellina, Pino Ferraris, Vittorio Foa, Valentino Parlato e Rossana Rossanda;

·         Dal 3 luglio 1976 al 2 marzo 1978: Luciana Castellina, Valentino Parlato e Rossana Rossanda;

·         Dal 2 marzo 1978 al novembre 1985: Valentino Parlato;

·         Dal novembre 1985 al novembre 1986: Rina Gagliardi e Mauro Paissan;

·         Dal gennaio 1988 al luglio 1990: Valentino Parlato;

·         Dal luglio 1990 al novembre 1991: Sandro Medici;

·         Dal novembre 1991 a ottobre 1995: Luigi Pintor;

·         Dal ottobre 1995 al marzo 1998: Valentino Parlato;

·         Dal marzo 1998 al dicembre 2003: Riccardo Barenghi e Roberta Carlini (vicedirettore);

·         Dal dicembre 2003 al giugno 2009: Mariuccia Ciotta e Gabriele Polo;

·         Dal giugno 2009 al 4 maggio 2010: Valentino Parlato;

·         Dal 4 maggio 2010: Norma Rangeri[

 

 

 


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3 commenti a “ Norma Rangeri nuovo direttore del Manifesto
“Navighiamo su un vecchio vascello corsaro” ”
  1. Conte Cesare

    27 Set, 2010
    Reply

    Il ministro di giustizia Dott. Angelino Alfano ha incredibilmente deciso di ignorare evidenti reati commessi da diversi giudici nonostante gli abbia personalmente fornito le prove di quanto mi stava accadendo.
    Tale comportamento a fatto si che le quattro cause civili che ho dovuto attivare sin dal lontano 2003 non abbiano ancora il conforto di un qualche giudice che porti finalmente a termine il PRIMO grado di giudizio (alla faccia del tanto auspicato ‚Äúprocesso breve‚ÄĚ).
    Ci√≤ facendo il Ministro, e lo Stato che egli rappresenta, sta volutamente calpestando ed ignorando sacrosanti diritti contenuti nella ‚ÄúCARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (Art. 41 punto 1 e punto 2 c) ).
    Mi può aiutare a rendere pubblica tale situazione?
    Mi può indicare a chi e come denunciare il Ministro?

  2. salve, ho assistito al dibattito di ieri sera a otto e mezza. sono daccordissimo con lei .io lavoro nel privato, e per motivi personali, se passasse una simile legge, sull’ art. 18 sarei il primo ad andarmene. solo per il fatto di assistere un minore con handicap. legge 104/92. dicono che sono un peso per l’ azienda, ma non possono licenziarmi. ditelo in giro. ci sono anche questi casi. ci vogliono togliere tutto, la dignita’ e solo mia. ci stanno, obbligando a lavorare come nell’ 800, senza diritti,.fra il dire e il fare ci sono le leggi, che se applicate male farebberero moltri disatri le imprese disoneste, licenzierebbero, quelli che non pensano come loro e’ chiaro
    grazie un saluto .


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  1. Gen 13, 2014 : Valentino Parlato | classicistranieri.com
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