Mag 12
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E’ la cronaca cittadina il terreno di scontro
fra i due grandi quotidiani di New Yrk

Sorridono i vecchi cronisti dei giornali italiani. Gli americani solo adesso ingaggiano quella battaglia sul territorio che i nostri hanno intrapreso decine di anni fa. E’ curioso vedere il New York Times e il Wall Street Journal che si disputano le copie della “grande mela”, più o meno con le stesse armi con le quali il Messaggero e il Tempo a Roma, il Corriere e il Giorno a Milano, ma anche la Stampa, il Carlino, la Nazione, il Mattino, hanno fatto praticamente dalla loro nascita. Ampie cronache cittadine, con i cronisti sguinzagliati come cani da tartufi. Miliardi di dollari spesi per attirare i lettori grazie alle notizie cittadine, più che quelle internazionali, dell’economia, della Casa Bianca.

Il Wall Street Journal – comprato da Rupert Murdoch nel 2007 – è passato da 6 a 36 pagine di cronaca cittadina (“Greater NewYork Times”) per moltiplicare le informazioni su traffico, urbanistica, ambiente, commerci, fatti di nera, spettacoli. Ha assunto una intera redazione, formata di 35 reporter. Ha speso oltre 30 milioni di dollari e ora dispone anche di nuovi spazi da offrire alla pubblicità, a tariffe più basse rispetto al quotidiano base. Una pagina sul fascicolo cittadino costa meno di 20 mila dollari, contro i 102 mila dollari della pagina nazionale. L’attacco al New York Times è volto ad abbattere il primato in città ( 406 mila copie al Times contro le 294 del Wall Street Journal). Non si dimentichi che il quotidiano di Murdoch diffonde ogni giorno 2 milioni di copie contro le 900 mila del Times.

Mentre la carta stampata sembra in grado di evitare l’estinzione, che molti avevano pronosticato, lo scontro fra i due colossi ha come obiettivo la dimostrazione dell’inutilità dell’avversario nel territorio cittadino. Chi apparirà migliore, più informato e completo, potrà riuscire ad eliminare il giornale concorrente. Naturalmente i tecnici della Times Corporation contano sulla maggiore esperienza che i suoi giornalisti hanno sulla piazza di New York. Il giornale, fondato nel 1851, ha sempre avuto una sezione dedicata ai fatti cittadini. Mentre il Journal (nato nel 1889) la apre solo ora, sia pure avendo alle spalle un colosso editoriale che, tra l’altro, gode dei benefici economici derivati dal clamoroso successo del film Avatar.

 


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