Mag 09
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Il contrasto tra Fnsi e Ordine dei giornalisti
fa saltare gli stage degli allievi delle scuole

Milano, Roma, ma anche Bologna o Palermo. Trovarsi in una città che non è la propria, aver affittato una stanza o un posto letto per il periodo di stage in una testata giornalistica. E poi la doccia gelata: stage revocato. Con pochissimi giorni di preavviso o addirittura a esperienza già iniziata. Sono decine i praticanti delle scuole di giornalismo, quest’anno, a dover fare i conti con una situazione di questo tipo. Schiacciati dallo scontro di potere (non c’è altro termine per definirlo) tra l’Ordine nazionale e la Fnsi, il sindacato di categoria, senza alcuna tutela, come se non fossero anche loro iscritti all’Ordine, anche se come praticanti.

La Federazione, in una nota di fine aprile, ha precisato che le aziende in stato di crisi non possono accettare stagisti dalle scuole. Così alcune di queste testate (tra le più grandi Repubblica e Agi) hanno chiuso all’ultimo momento le porte delle proprie redazioni, lasciandoli, per così dire, in mezzo alla strada. Qualcuno è riuscito, grazie alle segreterie delle scuole che hanno prontamente alzato la cornetta del telefono, a trovare un’alternativa. Altri ancora attendono che il nodo si sciolga, mentre il tempo passa.

Quello degli stage per gli studenti delle scuole di giornalismo è un tema che si trascina da tempo. A dicembre, nell’ultimo quadro di indirizzi, il documento attraverso il quale l’Ordine nazionale disciplina i rapporti con le scuole e ne stabilisce requisiti e modalità di funzionamento, il testo era chiaro: “Gli stage sono regolati da convenzioni, concordate di volta in volta fra la Scuola e le aziende editoriali e non possono svolgersi presso quelle aziende per le quali il ministero del Lavoro abbia dichiarato lo stato di crisi o di ristrutturazione” (Art. 17, comma 3).

Un esempio evidente delle forti pressioni di parte sindacale, nell’interesse di tutelare al massimo i professionisti in cassa integrazione, affinché non siano sostituiti da stagisti pagati zero. A febbraio però, vista la particolare situazione economica delle testate e la necessità di garantire un periodo di pratica in redazioni esterne per la formazione, l’Ordine

“delibera, in deroga a quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 17 del quadro di indirizzi, relativamente agli stage in svolgimento negli anni solari 2010 e 2011, questi possano essere ospitati anche nelle aziende editoriali dichiarate in stato di crisi o di ristrutturazione”.

Un’invasione di campo, evidentemente molto mal digerita dalla Fnsi che però, almeno all’inizio, non ha reagito. Solo il 29 di aprile la Federazione si è espressa, appena pochi giorni dalla fine delle scuole. Una presa di posizione che ha messo in allarme i cdr di quelle redazioni che avevano aperto agli stagisti, nonostante fosse stato dichiarato lo stato di crisi, ma che si basa su presupposti formalmente sbagliati. Infatti il testo richiama l’articolo 8 dell’allegato D del protocollo di intesa con la Fieg, firmato nel 1993, nel quale si fa divieto alle aziende in crisi di ospitare “borsisti allievi”. Ma nella trascrizione, magicamente, il testo cambia e diventa “borsisti e allievi”, comprendendo quindi anche gli studenti delle scuole. Una svista o la volontà di calcare la mano con un ritardo che sembra calcolato?

Gli studenti delle scuole di giornalismo a questo punto si sono organizzati attraverso un gruppo in Facebook. In appena tre giorni hanno raccolto oltre 300 adesioni (ora siamo a 420) con 11 delle 15 scuole rappresentate. In un documento, che riportiamo qui, inviato al presidente della Fnsi Franco Siddi e al segretario dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, chiedono il rispetto del loro diritto a fare esperienza anche nelle redazioni di aziende in stato di crisi.

Il segretario dell’Odg, Enzo Iacopino in una mail ai ragazzi ha assicurato pieno appoggio: “Per quel che riguarda la posizione dell’Ordine e mia penso sappiate quale sia: avete il diritto di fare gli stage e non c’è norma che ve le vieti. C’è solo la demagogia e, come abbiamo documentato, la manipolazione del protocollo usato per dire che non potete farli”. Nella comunicazione ai ragazzi Iacopino poi precisa che “se nel prossimo Consiglio dell’Ordine avrò ruolo, mi impegno a spendere ogni mia energia per far sì che l’Ordine nazionale assista legalmente quanti tra voi vorranno citare per danni coloro i quali vi impediscono di fare gli stages”.

Il segretario generale della Fnsi ha ricevuto il documento firmato dagli allievi delle scuole, a Cagliari, durante il meeting dei giornalisti dei 30 paesi del Mediterraneo. Il 12 maggio la Fnsi incontrerà i direttori delle scuole di giornalismo ma, ammesso e non concesso che si trovi alla fine un accordo, è un tavolo che arriva molto in ritardo per risolvere ora qualcosa. Metà maggio sarà già alle spalle, chi ne ha avuto la possibilità avrà già “traslocato” in qualche altra redazione. A luglio e agosto, infatti, gli stage (sempre e solo per gli Istituti per la formazione al giornalismo) sono vietati.


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