Apr 03
Sabato
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Perché negli uffici stampa i giornalisti hanno doveri diversi?

Il Consiglio nazionale dell’Ordine, il 25 marzo 2010, ha approvato un documento che ha chiamato “Carta dei doveri del giornalista degli uffici stampa”. E’ un tentativo di esaminare la questione deontologica per coloro che lavorano negli uffici stampa. L’intento è positivo, ma in che misura, soprattutto se inserito all’interno delle strutture della pubblica amministrazione, il giornalista può rispettare tutti i propri obblighi professionali?

La legge n. 150 del 2000 ha creato gli uffici stampa come strutture obbligatorie delle amministrazioni, che hanno doveri di trasparenza e sono obbligate a comunicare con il cittadino. E ciò non solo attraverso l’Urp, ma anche fornendo ai mass media le informazioni sulla propria attività.

Tuttavia, nel caso dell’ufficio stampa, il rapporto fra il giornalista e il “datore di lavoro” (ad esempio il sindaco, il presidente della Regione, l’ente pubblico) presenta aspetti delicati e crea sovente imbarazzo e ambiguità, che non sono accettabili per un giornalista iscritto all’Albo, che ha anzitutto il dovere inderogabile – dice l’art. 2 della legge del 1963 – di trovare e dire la verità.

Qualcuno si domanda perché è necessaria una diversa “carta dei doveri”, rispetto ai doveri ai quali sono sottoposti in genere i giornalisti. Ciò marca una differenza che non trova giustificazioni o che, se le trova, apre una serie di domande e di analisi.

“Giornalismo e democrazia” pubblica il testo della “carta”, al fine di lanciare questo dibattito.

 

 

 

 

      Carta dei doveri del giornalista

      degli Uffici Stampa

 

 

Si definisce come attività di Ufficio Stampa una funzione prettamente

giornalistica, in quanto diffonde notizie per conto di aziende, organismi, enti privati o

pubblici. Sono perciò esclusi dall’attività di Ufficio Stampa differenti aspetti della

comunicazione come relazioni pubbliche, relazioni con i cittadini, marketing e

pubblicità. Anche la figura del “portavoce”, diffusa soprattutto in politica e negli

organismi elettivi, non rientra nel campo della informazione giornalistica e non è

quindi compresa nella definizione di Ufficio Stampa. Tutto ciò è indipendente

dall’eventualità che chi esercita anche funzioni non giornalistiche per conto di una

azienda pubblica o privata o di un ente faccia parte, ad altro titolo, dell’Ordine dei

giornalisti.

 

L’Ufficio Stampa è la struttura primaria dell’informazione giornalistica verso

l’esterno. Il giornalista che vi opera è tenuto ad osservare la Carta dei doveri che è il

fondamentale documento deontologico di riferimento per tutti gli iscritti all’Ordine, a

prescindere dalla natura contrattuale e dal tipo di incarico ricoperto e da eventuale

altra attività svolta, e le norme deontologiche fissate dalla legge istitutiva dell’Ordine

dei giornalisti oltre a quelle enunciate in documenti ufficiali dell’Ordine stesso. Detti

documenti comprendono la “Carta di Treviso” e il “Codice relativo al trattamento dei

dati personali”, norme che trovano riferimento in leggi dello Stato. L’Ufficio Stampa è

altresì vincolato a rispettare tutti gli altri documenti adottati dall’Ordine in materia

deontologica tra cui la “Carta dei doveri dell’informazione economica”, la “Carta di

Perugia” su informazione e malattia, la “Carta di Roma” per l’informazione sui

migranti, le norme raccolte nel “Decalogo del giornalismo sportivo” e quelle dedicate

a “Informazione e pubblicità” e “Informazione e sondaggi”.

 

Il giornalista che opera negli Uffici Stampa delle amministrazioni pubbliche

agisce in conformità a due principi fondamentali contenuti nella legge 150/2000: il

diritto dei cittadini di essere informati e il diritto/dovere delle istituzioni pubbliche di

informare. In ogni caso, sia nelle strutture pubbliche che nel privato, il giornalista, in

armonia con quanto prescrivono la legge 69/1963 istitutiva dell’ordine professionale, i

codici deontologici, e - per gli enti pubblici - la legge 150/2000, è tenuto, pur in un

normale ambito di collaborazione, a separare nettamente il proprio compito da quello

di altri soggetti che operano nel campo della comunicazione.

 

Il giornalista di Ufficio Stampa accetta indicazioni e direttive soltanto dai

soggetti che nell’ambito dell’ente, organizzazione o azienda hanno titolo esplicito per

fornirgliele, purché naturalmente le disposizioni non siano contrarie alla legge

professionale, alle carte deontologiche, al Contratto di lavoro.

 

Il giornalista deve uniformare il proprio comportamento professionale al

principio fondamentale dell’autonomia dell’informazione; ciò indipendentemente dalla

collocazione dell’Ufficio Stampa nell’ambito della struttura pubblica o privata in cui

opera.

Il giornalista direttore responsabile di house organ, newsletter o altri mezzi di

informazione aziendale, purché si tratti di testate registrate, esercita i diritti e doveri

della firma. Ciò comporta l’adozione di scelte relative alla correttezza dei contenuti di

cui risponde, oltre che in sede civile e penale, anche all’Ordine dei giornalisti

 

Il giornalista deve operare nella consapevolezza che la propria responsabilità

verso i cittadini non può essere condizionata o limitata da alcuna ragione particolare

o di parte, o dall’interesse economico. In tal senso ha l’obbligo di difendere la propria

autonomia e credibilità professionale secondo i principi di responsabilità e veridicità

fissati nella legge istitutiva dell’Ordine.

 

In particolare nelle istituzioni pubbliche di tipo assembleare, tanto più se

queste usufruiscano dell’attività di ufficio stampa in associazione, il giornalista opera

nel pieno rispetto della dialettica tra le forze politiche e tra soggetti istituzionali

diversi, riportando le posizioni in modo corretto e completo, senza censure né

forzature e provvedendo tempestivamente a rettificare eventuali errori o inesattezze.

Secondo quanto prescrive la Carta dei doveri, il giornalista che opera in un

Ufficio Stampa non può fornire né ricevere doni o favori che possano limitare

l’autonomia e la credibilità professionale..

 

Il giornalista degli Uffici stampa non può assumere, nell’arco di vigenza del

rapporto di lavoro, collaborazioni, incarichi o responsabilità in conflitto con la sua

funzione di imparziale ed attendibile operatore dell’informazione.

La violazione di queste regole comporta l’adozione di provvedimenti

disciplinari previsti dalla legge istitutiva dell’Ordine.

 


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1 commento a “ Perché negli uffici stampa i giornalisti hanno doveri diversi? ”
  1. Francesco Ciampa

    3 Ago, 2012
    Reply

    Il giornalista di ufficio stampa deve dire la verità e in caso di disaccordo con il “datore di lavoro” deve astenersi. I comunicati inoltre sono (alla luce del sole e con tanti di timbro) espressione di una fonte che in quanto tale deve essere verificata e incrociata con altre fonti. Il punto, piuttosto, è un altro: quali tutele per un giornalista di ufficio stampa che voglia dire no al proprio “datore di lavoro”? Di più: il problema sta a monte perché - se mancano certe tutele per il giornalista e se questi nei fatti si “piega” - ci si deve chiedere se l’attività di ufficio stampa debba essere considerata attività giornalistica oppure no.


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