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Il Tar boccia la decisione dell’Agcom
niente par condicio per le tv private
La campagna elettorale prosegue a sprazzi, mentre ancora si discute delle liste non ammesse e dellâapplicazione della legge sulla par condicio. Tornano in onda le trasmissioni di Sky e Telecom Italia Media, poichĂŠ il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso contro la decision dellâAutoritĂ per le comunicazioni. Questa aveva approvato un regolamento in cui estendeva la disciplina applicata alla Rai dalla Commissione parlamentare, in base alla quale il Consiglio di amministrazione di viale Mazzinio aveva sospeso le principali rubriche giornalistiche: Porta a Porta, Annovero, Ballarò, Lâultima parola.
Questa la norma dellâAgcm che è stata bocciata (articolo 6): “Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del servizio di interesse generale dell’attivitĂ di informazione radiotelevisiva, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo, riconducibili alla responsabilitĂ di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell’imparzialitĂ , dell’indipendenza, dell’obiettivitĂ e dell’apertura alle diverse forze politiche, nonchè al fine di garantire l’osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della paritĂ di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche individuate ai sensi dell’art. 2, comma 1, del presente regolamento”. In sostanza i programmi di approfondimento erano stati equiparati alle Tribune elettorali. Contro la sospensione delle trasmissioni giornalistiche sospese erano piĂš volte scesi in piazza i giornalisti. Numerose le manifestazioni contro la decisione del Consiglio di amministrazione guidato da Paolo Garimberti, organizzate da Fnsi, Usigrai e diverse associazioni (articolo 21, Cittadinanza attiva, Federconsumatori) che chiedano il ripristino delle rubriche che erano state cancellate, con grave danno economico per la stessa Rai. Simbolo e manifesto della protesta il volto di una ragazza imbavagliata.
Ai dirigenti dellâazienda di servizio pubblico hanno inviato un appello (lanciato da Articolo 21) centinaia di persone che non accettano il bavaglio posto allâinformazione. La Federconsumatori ha presentato un esposto al Tar, per chiedere lâannullamento della decisione del Consiglio di amministrazione Rai. Ora, in seguito alla decisione del Tar sul ricorso delle tv private, viene chiesto che anche il Consiglio di amministrazione della Rai torni sulle proprie decisioni. E ciò anche se lâazienda è sottoposta ad un diverso regime giuridico, in seguito al contratto di servizio pubblico.
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