Mar 13
Sabato
Industria editoriale
Il Paìs diventa americano: la Prisa
costretta a vendere la maggioranza delle azioni

Il Paìs diventa americano. Nella proprietà del più autorevole quotidiano spagnolo, nato subito dopo la fine del regime autoritario del generalissimo Franco, è entrata una compagnia Usa. La famiglia dePolanco ha venduto parte della sua quota (scende dal 70 al 30 percento) ma mantiene la guida la guida della Prisa, il gruppo editoriale che edita il giornale. Passa di mano un grosso pacchetto azionario, ma non cambia la gestione.

Entra nell’azionariato della Prisa il gruppo finanziario Liberty Acquisition Holding, che sborsa 660 milioni di euro entrare in possesso del 30 per cento delle azioni. La Prisa venne fondata nel 1972 da Jesus de Polanco ed è sempre stata controllata da questa famiglia. L’attuale presidente, Ignacio de Polanco (figlio del fondatore) ha commentato la manovra finanziaria con queste parole: “Noi passiamo da una compagnia famigliare ad una multinazionale, quotata in Borsa su entrambe le rive dell’Atlantico”.

Grazie ad una serie di garanzie ottenute dai Polanco, la loro condizione di minoranza non dovrebbe portare a cambiamenti nella linea politica del giornale, indipendente, progressista e da sempre vicina al partito socialista. Il direttore generale di Liberty, Nicolas Berggruen, ha affermato di essere unicamente interessato a rafforzare la Prisa, ma di essere deciso a rispettare le decisioni dell’azionariato storico. La Prisa possiede azioni di numerose società, editrici di radio, televisioni e giornali di carta, nella penisola iberica e in America Latina.

La vendita del grosso pacco di azioni è la soluzione dei problemi economici che attanagliavano l’azienda. I debiti, contratti nel periodo 2005-2008 soprattutto in seguito alle numerose acquisizioni, erano calcolati in 5 milioni di euro. Grande rumore aveva fatto la cessione a Silvio Berlusconi: dell’81 per cento della Cuatro, una televisione privata di grande ascolto (seconda nelle classifiche spagnole dopo Telecinco; e in più anche del 22 per cento della pay tv Digital Plus.Il salvataggio del gruppo grazie allaqcsuito da parte di Berlusconi aveva generato non poco allarme all’interno del Paìs, che il giornale ha molto criticato negli ultimi anni.

“Niente ordini dall’alto” è stato però assicurato dal management (amministratore delegato è il direttore storico Juan Luis Cebrian. Ma molti ricordano che il Presidente del Consiglio italiano lanciò all’inviato del quotidiano spagnolo, Miguel Mora, durante il vertice Italia-Spagna tenuto alla Maddalena, questo avvertimento: “i giornali perdono copie e pubblicità, vanno verso il fallimento e il País dovrebbe saperne qualcosa».  


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