Feb 20
Sabato
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Chi entra in professione? Scontro frontale
fra Fnsi e Ordine sui criteri di accesso

Troppi giornalisti? Bloccare l’accesso all’Albo? Scontro durissimo tra la Federazione e l’Ordine nazionale dei giornalisti. Da alcune settimane la polemica ha raggiunto toni inusuali. Alcuni esponenti della Federazione della stampa hanno affermato pubblicamente che l’Ordine deve restringere i criteri per l’ammissione all’Albo, al fine di contrastare un ulteriore allargamento della categoria, giacché di fronte alla crisi del mercato si va pericolosamente allargando il numero dei disoccupati. L’Ordine nazionale ha respinto l’accusa, ma la battaglia era solo all’inizio. Il 4 febbraio, il Consiglio nazionale del sindacato ha approvato un documento, in cui ha espresso “grave preoccupazione per i dati occupazionali del settore dell’editoria”. La Fnsi teme che l’Inpgi, l’istituto di previdenza non possa sopportare il carico di assistere un numero troppo alto di giornalisti. “La crisi che sta attraversando il settore, coinvolgendo tutto il panorama delle aziende editoriali, solo nell’ultimo anno ha portato a un ricorso massiccio alla cassa integrazione e a circa 700 prepensionamenti”. Il sindacato si dice preoccupato per quanto potrà accadere. Afferma infatti che “presto non sarà più possibile tutelare tutti i colleghi se continueranno a rimanere costanti i versamenti contributivi a fronte di una spesa che cresce in modo esponenziale, per assicurare il pagamento di disoccupazioni, casse integrazioni e tutele previdenziali”.

Un confronto che si esprime con toni strillati, mai registrati in passato. Afferma ancora il documento del Consiglio nazionale della Federazione:

“In questo devastante contesto risulta incomprensibile la politica dei vertici dell’Ordine dei giornalisti che si sono lanciati in un attacco prima contro il contratto firmato dalla Fnsi e poi, con le parole del presidente, contro i Cdr e contro i vertici federali che questo stato di cose da anni denunciano con coerenza e con ferma convinzione condivisa da tutto il gruppo dirigente.   Il Cn condanna l’atteggiamento di chi ha voluto criticare il CNLG senza mai riuscire a formulare una propria valida proposta anche alternativa, puntando invece a sostituire, in modo surrettizio e con rappresentanze non istituzionali, gli organismi sindacali, gli unici ancora titolati di fronte alla legge e agli editori a rappresentare tutti i giornalisti e a tutelare il loro lavoro in qualsiasi redazione e con qualunque mezzo tecnologico lo svolgano.  vertici dell’Ordine da tempo hanno lanciato una vera e propria battaglia contro il sindacato, puntando a sminuirne il ruolo fino a tentare di sostituirlo. Troppe le accuse e le provocazioni mosse in questi ultimi mesi al sindacato. Sconcertano le recenti dichiarazioni del vertice dell’Ordine, che ha definito autentiche sciocchezze i veri problemi della categoria”.
.La risposta che è stata espressa dal Consiglio direttivo dell’Ordine nazionale può essere definita da scontro frontale:

“L’Ordine dei giornalisti non replicherà più ai deliranti documenti di un sindacato che, ormai costretto alle corde da situazioni che non ha saputo gestire, tenta di scaricare su altri le proprie responsabilità. L’Ordine non vuole, non può e non deve chiudere le porte dell’accesso, trasformando così i giornalisti in una supercasta di garantiti. L’Ordine affronta i problemi della categoria con tempestività, ragionevolezza e secondo ciò che la legge gli impone, non con facili proclami da arruffapopolo. L’introduzione del computer agli esami, la formazione anche per i pubblicisti (dei quali i vertici della Fnsi predicano la decimazione), il riordino e la “pulizia” delle scuole, il taglio dei costi delle commissioni d’esame, la velocizzazione dei procedimenti disciplinari, la proposta di riforma già in discussione alla Camera sono fatti che evidentemente turbano le coscienze di alcuni. Sono quegli stessi che solo pochi giorni fa sono riusciti a scrivere formalmente un contratto che già da mesi devasta la categoria, ma in una manciata di minuti hanno stornato dal fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio. Scusate, ma questa oscura e incomprensibile campagna di falsificazione non ci interessa. Il nostro tempo preferiamo davvero dedicarlo ai colleghi”.

 

 


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