Sabato
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Più di 300.000 in piazza del Popolo
per difendere la libertà di stampa
A Roma, più di 300 mila cittadini sono andati a piazza del Popolo per dare un segnale, in difesa del giornalismo e della libertà di stampa. Uomini e donne di tutte le età, ragazzi, lettori dei giornali, decine di pullman giunti da tutta Italia, una prova che molti italiani sono attenti ai problemi dell’informazione e ai rischi che essa corre. Sul palco, il giornalista il televisivo Andrea Vianello e i dirigenti, Franco Siddi e Roberto Natale, della Federazione nazionale della stampa. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha spiegato con grande autorevolezza quanto sia anomala la situazione in cui si trova la democrazia italiana. Roberto Saviano ha messo in rilievo il pericolo dell’indifferenza, del cinismo, della scarsa attenzione da parte dei cittadini, di cui si giovano le organizzazioni criminali. E poi Jasmine Trinca, che ha letto le parole terribili di Anna Politovskaja, che intuiva che sarebbe stata uccisa; Neri Marcoré che ha letto il monito lanciato 150 anni fa, da Tocqueville; i professionisti (l’avvocato Nino Marazzita), i sindacalisti, gli artisti (Teresa De Sio, Simone Cristilli)), i rappresentani delle associazioni, i precari della scuola. La tv di Repubblica è stata l’unica che ha trasmesso in diretta le quattro ore della manifestazione, una festa piena di colori, di bandiere, di cartelli. Fra quelli che non sono riusciti a entrare nell’emiciclo del Vanvitelli, tanto era piena la piazza c’era anche Eugenio Scalfari. Se n’è andato con in mano un palloncino rosso e una rosa, contento di aver visto tanta ressa. E nelle strade adiacenti la gente che lo riconosceva lo applaudiva. Segno che la libertà di stampa è un valore che i cittadini riconoscono e apprezzano.
Tags: Fnsi, Onida, Saviano
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