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Giornali on line a pagamento? Solo i contenuti speciali

A pagamento o no? I proprietari dei siti on line continuano ad ondeggiare. Ci sono editori, anche in Italia, che erano già passati ad una produzione che richiedeva al navigatore Internet un piccolo esborso, ma che sono dovuti tornare precipitosamente indietro. In assenza di una risposta positiva da parte del pubblico, anche l’introito proveniente dalla pubblicità rischiava infatti di venire meno.

Ora, sembra si sia aperta una nuova fase. Murdoch annuncia che i suoi prodotti on line saranno a pagamento a partire dalla metà del 2010. Non tutti i contenuti dovranno essere pagati. Ed è su questa questione che gli industriali dell’informazione si stanno interrogando.

Un’organizzazione specializzata, l’American Press Institute ha fatto una ricerca (che ha interessato 118 quotidiani Usa) secondo la quale il 58 per cento degli editori dichiara di aver già deciso forme di pagamento di alcuni prodotti web. Il 12 per cento sta per partire, entro il 2009, mentre il 18 per cento lo farà – come Murdoch - durante il 2010. In linea di massima, sembra di capire che molti lasceranno gratuita la lettura degli avvenimenti di stretta attualità e si faranno invece pagare i contenuti più specifici. In alcuni casi con un esborso per i singoli articoli, in altri attraverso forme di abbonamento: verranno create tessere e password speciali, che consentiranno l’accesso alle informazioni specializzate e più approfondite. Quelle che il navigatore non sarebbe in grado di trovare su altri organi di informazione.

Sembra comunque chiaro che l’edizione del quotidiano su carta (che ormai molte redazioni americane confezionano solo dopo aver elaborata quella on line) non verrà pubblicata a pagamento, ma solo dopo un certo numero di ore dall’uscita in edicola, come succede anche per la maggior parte dei quotidiani italiani.


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1 commento a “ Giornali on line a pagamento? Solo i contenuti speciali ”
  1. Marco Mattarella

    26 Set, 2009
    Reply

    Gli editori italiani sono indietro. Non hanno ancora messo a punto quali contenuti mettere in linea e da chi farseli produrre. Per il materiali più specialistico servono giornalisti preparati, che riescano a trovare cosa può interessare un medico, un avvocato, un ingegnere. E quali cose persone sono disposte a pagare. La rivoluzione Internet è appena cominciata


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