Mag 23
Sabato
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Le mancate risposte di Berlusconi a Repubblica
sono un attacco alla funzione dei giornali

A partire dal 14 maggio, tutte le mattine, Repubblica ha messo in pagina le sue 10 domande su Noemi Letizia e ha chiesto al Presidente del Consiglio di rispondere. Inutilmente. Da Arcore e da Palazzo Chigi è venuto solo silenzio, o minacce. Non era mai successo prima. Con fermezza, senza deflettere di un centimetro, il quotidiano sta andando avanti, perchÊ ritiene che sia suo diritto e compito ottenere dal capo del governo spiegazioni su un affare privato che è diventato tremendamente politico.

 Lo ha riconosciuto anche il Times: il premier non può rifiutarsi di rispondere, non può intimidire i giornali e “usarli come feudi”. Ezio Mauro ha scritto sul quotidiano romano che “l’uomo in fuga è il Presidente del Consiglio. Dunque questa incapacitĂ  o impossibilitĂ  di fare chiarezza, cercando la veritĂ , è immediatamente un fatto politico, un handicap della leadership, una macchia istituzionale qualsiasi cosa nasconda, fosse anche soltanto l’incapacitĂ  di accettare un contraddittorio sui lati che restano poco chiari di una vicenda che ha fatto il giro dei giornali e dei siti di tutto il mondo. Una storia nella quale l’unica cosa che non c’entra proprio nulla è la privacy.”

A cosa serve un giornale, se non a chiarire come si comportano gli uomini del potere? Berlusconi ha sempre messo in mostra la sua vita privata, l’ha usata come strumento politico, ora non può rifiutarsi di rispondere. “In  tutto il mondo civile – ha spiegato il direttore di Repubblica - dove esiste una pubblica opinione e la funzione autonoma della stampa, le contraddizioni del potere e la mancanza di chiarezza sono lo spazio naturale del giornalismo, del suo lavoro d’inchiesta, del suo sforzo documentale e infine delle sue domande”.

Difficile capire come potrĂ  concludersi il braccio di ferro. E si avvicinano le elezioni: la vicenda Noemi va a caratterizzare l’immagine del Presidente del Consiglio, sulla quale è incentrata- come è accaduto negli ultimi anni  - l’intera campagna elettorale. Le domande inevase, le mancate risposte costituiscono un’anomalia nella vita pubblica. Il giornalismo è un requisito indispensabile della democrazia. Tentare di annullarne la capacitĂ  di informazione e di critica significa infliggere un colpo alla funzione di controllo che i cittadini attribuiscono al lavoro dei giornalisti. (vr)

 

 
 
 
 


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