Apr 24
Venerdì
Le istituzioni
Referendum il 29 e il 30 maggio
ma il nuovo contratto è già operativo

Si svolgerà il 29 e il 30 maggio il referendum sul contratto di lavoro giornalistico firmato da Fnsi e Fieg. Intanto, è entrato in vigore ed i colleghi troveranno in busta paga gli aumenti economici previsti. Che valore avrà allora la consultazione? Nei comunicati della Federazione della stampa si continua a parlare di “ipotesi di accordo”, ma si conferma che il nuovo contratto è operativo. Ha spiegato il segretario nazionale, Franco Siddi.

“Sono convinto che il referendum possa avere riflessi di merito. Occorrerà valutare le condizioni giuridiche. Sono anche convinto che un contratto clamorosamente bocciato non possa che avere come conseguenza l’assenza di un contratto collettivo, certo: bisogna ricordare che il vecchio contratto è spirato e non produce più effetti progressivi e che il nuovo contratto bocciato potrebbe essere disdettato, ipotesi nella quale ciascun giornalista dovrebbe definire con il proprio editore le condizioni contrattuali”. 
Dunque? “Non esiste un secondo tempo congressuale, realizzato attraverso il referendum – a spiegato all’Ansa Siddi – ma il referendum sarà politicamente vincolante. Per come stanno procedendo le cose non potrà non avere riflessi sul merito del contratto”.

Sembra di capire che un voto negativo da parte della categoria sarebbe interpretato dal vertice della Fnsi come una sconfessione “politica”. Ma il contratto resterebbe valido, anche se “potrebbe essere disdettato”. Non è mai successo, ma poiché il referendum non esiste nello statuto federale (è solo un impegno politico preso durante il congresso) le sue conseguenze giuridiche non sono certe.


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