Mar 18
MercoledĂŹ
La professione
Gli auguri di Napolitano e Ciampi
al Progetto per l’indipendenza dei media

I lavori del progetto Einaudi-Albertini, lunedĂŹ e martedĂŹ, sono stati aperti dalla lettura dei messaggi del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. Entrambi hano espresso apprezzamento e interesse per l’iniziativa che coinvolge una tematica cosĂŹ centrale per la sopravvivenza della vita democratica della societĂ . Leggi i saluti dei presidenti.

Il messaggio inviato dal Capo dello stato, Giorgio Napolitano

In occasione del “Progetto Einaudi – Albertini per l’indipendenza dei media” promosso dalla scuola di giornalismo di Urbino, desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per un’iniziativa che vuole contribuire a una approfondita riflessione sul ruolo essenziale dell’informazione in una democrazia matura come la nostra. La crescita di una informazione libera e pluralistica dipende non solo dalla qualità dell’impegno professionale nel nuovo e complesso panorama dei media, ma anche dalla responsabilità di interpretare e raccontare compiutamente la realtà e le grandi trasformazioni della nostra società, avendo come costante punto di riferimento i principi e i valori sanciti dalla costituzione della Repubblica. E’ con questo spirito che rivolgo ai promotori, ai relatori e a tutti i partecipanti i più sentiti saluti augurali.
Giorgio Napolitano
 

Il messaggio augurale del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

Desidero rivolgere il mio più caloroso saluto a tutti i partecipanti agli incontri nell’ambito del Progetto Einaudi –Albertini per l’indipendenza dei media, che per due giorni si svolgeranno presso la Scuola di Giornalismo dell’Università di Urbino. 
Il tema trattato, l’articolazione degli argomenti, la statura professionale dei relatori fanno di queste giornate l’occasione per una riflessione ad ampio raggio su quello che è, da sempre, uno snodo fondamentale nella vita democratica di ogni società. 
Le tecnologie informatiche, soprattutto, le possibilità offerte “dalla rete” che trovano nel campo dell’informazione e della comunicazione terreno privilegiato di applicazione, hanno fatto crescere a dismisura la massa di informazioni che si rendono oggi disponibili, mentre il pubblico che ne fruisce diviene potenzialmente illimitato. 
Non v’è dubbio che il fenomeno va guardato con il massimo favore; non c’è ragione di allarmarsi se la platea di coloro che accedono all’informazione si allarga in rapidissima progressione; se le stesse modalità di fruizione si modificano in direzione di una crescente interattività tra i soggetti  del processo informativo. 
Tuttavia è la dimensione stessa del “pubblico”, la sua composizione altamente eterogenea, ad aumentare la responsabilità degli operatori dell’informazione. Chi produce, chi fa informazione deve sentire fortemente siffatta responsabilità. Da questa presa di coscienza ne discende un impegno aggiuntivo per tutti coloro che operano nel campo dei media. Occorre, in alcune circostanze, anche respingere la tentazione della notizia clamorosa a tutti i costi.
La deontologia professionale deve farsi carico di aspetti che, non nuovi in assoluto, assumono oggi una rilevanza fin qui sconosciuta. 
Al senso di responsabilità al quale ho fatto cenno è essenziale richiamare fin d’ora i giovani allievi della Scuola, come una pre-condizione per chi aspira a diventare giornalista. 
E’ compito della Scuola preparare questi giovani; introdurli alle tecniche del giornalismo moderno; ma prima ancora occorre formare, in loro, un’etica professionale robusta, rigorosa ed esigente. 
L’indipendenza dell’informazione è un bene prezioso, costantemente insidiato. Questo non deve sorprendere; è l’altra faccia della medaglia: l’importanza determinante dell’informazione nella società. 
Il primo antidoto per sventare i pericoli ai quali l’indipendenza è sempre esposta è offerto proprio dalla coscienza di chi nell’informazione opera, direi dalla “resilienza” della coscienza. 
D’altra parte la scelta delle due personalità che danno nome al vostro progetto assume un preciso significato; denota che questi convincimenti ispirano e orientano la “didattica” della Scuola dell’Università di Urbino. 
Nell’augurare al Progetto frutti abbondanti, rivolgo un caloroso saluto a tutti i partecipanti. Ai promotori e agli organizzatori dell’iniziativa vanno il mio apprezzamento e il mio convinto sostegno. 
F.to  Carlo Azeglio Ciampi 
16 marzo 2009

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