Feb 25
Mercoledì
La professione
Ascolta gli interventi dei relatori
nell’incontro alla Fnsi

di Matteo Marini

Gli estratti dei discorsi all’incontro di protesta contro il ddl Alfano di Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Malinconico, presidente della Federazione italiana degli editori, Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, Marco Travaglio, Antonio Di Pietro dell’Italia dei valori, Maurizio Gasparri del Popolo delle libertà, Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 e gli altri in formato audio.

Il presidente della Fnsi, Roberto Natale

Roberto Natale

Roberto Natale, presidente della Fnsi: “Metteremo in campo iniziative, se necessario anche con presidi in aula durante il dibattimento della legge. Carcere o no il giornalismo italiano tenterà con ogni mezzo di cambiare una legge che riteniamo pericolosa per noi e più ancora per l’opinione pubblica”.
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Lorenzo Del Boca

Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti: “Abusi o esagerazioni si combattono conferendo più poteri all’Ordine, l’elemento deontologico e di autodeterminazione della categoria, evitando le ingerenze della legislazione. Queste norme istigano alla stampa clandestina: un’informazione alla Bin Laden.
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Carlo Malinconico

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico, presidente della Fieg: “Siamo preoccupati per il diritto di cronaca per quegli atti non coperti da segreto, non si può dare notizia di fatti indispensabili alla pubblica opinione. Inoltre, con l’introduzione della responsabilità oggettiva dell’editore, si alterano profondamente i rapporti tra proprietari e giornalisti, la cui distinzione ed equilibrio sono alla base dell’informazione democratica”.
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Marco Travaglio

Marco Travaglio

Marco Travaglio: “Continuano a chiamarla legge sulle intercettazioni, è per questo che la gente non ci capisce e non capisce la gravità del provvedimento. Noi non stiamo cercando una mediazione né tantomeno mendicando qualche emendamento. Lasciamogliela fare, questa legge, più lurida possibile, così sarà più facile che la Corte di Cassazione o la Corte di Giustizia europea la fulminino alla prima occasione utile.”
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Giuseppe Cascini

Giuseppe Cascini

Giuseppe Cascini, segretario Anm: “Questa è una legge lontana dalla realtà, non c’entra nulla con il diritto alla riservatezza, vorrei sapere, chi l’ha scritta, che paese ha in mente. L’indipendenza di noi magistrati deve trovare il giusto contrappeso nel controllo della stampa. Se questa norma venisse applicata l’80 per cento dei giornali oggi sarebbe in bianco.
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Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri, Popolo delle Libertà: “La gente non sopporta più tutto quello che è stato fatto in nome del diritto di cronaca. La stagione degli eccessi, con le intercettazioni a strascico, è finita. L’emendamento sul carcere per i giornalisti è opinabilissimo, può essere modificato e di certo se ne discuterà, ma non può continuare questo carnevale. La festa è finita”. Il senatore Gasparri è stato contestato da gran parte degli intervenuti all’incontro e dallo stesso presidente della Fnsi Natale.
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Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro, Italia dei Valori: “Un attentato allo stato di diritto: un cittadino avrebbe, secondo questa legge, la possibilità di scegliersi il giudice con lo strumento della denuncia e l’opinione pubblica non avrà più la possibilità di sapere cosa fanno i cittadini, le forze dell’ordine e le istituzioni in generale. Sia quando combattono la criminalità sia quando si comportano da criminali”.
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Giuseppe Giulietti

Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21: “Altro che ronde padane, siamo all’abrogazione del criterio di sicurezza e di pubblica discussione. Il carcere per il giornalisti è una barzelletta, la vera questione è il divieto di pubblicazione di tutto quello che è lecito sapere. La norma sugli editori avrà invece l’effetto di non avere più inchieste in un paese che di inchieste ne ha già pochissime. Un giornalista che ha in mano dati di rilevanza sociale non può non pubblicare: favorirete la corruzione e non la trasparenza”.
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Ricardo Franco Levi

Ricardo Franco Levi

Ricardo Franco Levi, VII commissione Cultura della Camera: “Nessun accordo e nessuna intesa potrà essere accettabile senza la rimozione dei tre provvedimenti della legge: il carcere per i giornalisti, le norme che di fatto cancellano la cronaca giudiziaria e le multe agli editori che distruggono la distinzione tra il ruolo dell’editore e del direttore responsabile. Dovranno essere cancellati tutti quanti insieme”.
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