Feb 24
Martedì
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Le notizie vanno in Rete, tv raggiunta, quotidiani scavalcati

Internet vince e chissà dove arriverà. Come veicolo di notizie ha già scavalcato, nel 2008, i giornali di carta. E anche la tv, che resta il mezzo più utilizzato, è già stata raggiunta dal web. Secondo il Pew Resarch Center, sia l’elezione di Obama sia la crisi economica sono state seguite di cittadini degli Stati Uniti anzitutto sulla rete (40 per cento) e poi sulle pagine dei giornali (35%). L’anno precedente il rapporto, sui grandi fatti d’attualità, era invece finito con in testa i quotidiani (34 a 24).
Il calo della tv è più lento, ma ugualmente evidente. Nel 2002, l’82 per cento degli americani la utilizzava per informarsi. Ora la percentuale è scesa al 70. E sono i giovani che in numero sempre maggiore scelgono Internet per seguire gli eventi. E’ in atto una rivoluzione senza precedenti, ma la crisi economica che si è abbattuta sul mondo occidentale, inciderà profondamente sui prossimi sviluppi.

Le aziende editoriali sono costrette a tirare la cinghia. In Italia, le stime fornite da Nielsen Media Research avvertono che nel periodo gennaio-ottobre 2008, gli investimenti pubblicitari sono calati dello 0,8% rispetto agli stessi mesi del 2007. Le difficoltà in cui si trova il mondo industriale frenano le spese destinate alla pubblicità. Nel 2009 probabilmente sarà la carta stampata a pagare il prezzo più alto. Si calcola una flession del 4,9 per cento nei quotidiani (a pagamento) e del 5,6 nei periodici La televisione attirerà come sempre la fetta maggiore degli investimenti pubblicitari e anche la radio andrà abbastanza bene. Il web farà ancora meglio, con un aumento superiore al 18,5%. Sarà la Rete a salvare il panorama editoriasle anche ser se le risrse che muove non sono paragonabili a quelle della stampa e della tv..

La flessione nel mercato del merchandising non è affare solo italiano: secondo il Sole24Ore, negli Stati Uniti colossi come General Motors hanno dimezzato le risorse vincolate nel settore. Ma il “l calo delle inserzioni in Nord America e nell’Europa occidentale – ha scritto Milano Finanza – sarà compensato dalla continua crescita dei mercati emergenti: India, Cina e Brasile”.

In Italia nelle ultime settimane si sono visti anche segnali in controtendenza: imprese, come Enel, Telecom e Sisal hanno stanziato nuovi fondi per la pubblicità mentre la casa automobilistica Audi ha comprato ben 16 pagine del Corriere della Sera. Il quadro non è tutto negativo, ma il temporale è solo agli inizi. Difficile dire in che misura la rete Internet possa salvare dalla crisi gli altri strumenti di informazione.


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