MartedĂŹ
In evidenzaLe notizie vanno in Rete, tv raggiunta, quotidiani scavalcati
Le aziende editoriali sono costrette a tirare la cinghia. In Italia, le stime fornite da Nielsen Media Research avvertono che nel periodo gennaio-ottobre 2008, gli investimenti pubblicitari sono calati dello 0,8% rispetto agli stessi mesi del 2007. Le difficoltĂ in cui si trova il mondo industriale frenano le spese destinate alla pubblicitĂ . Nel 2009 probabilmente sarĂ la carta stampata a pagare il prezzo piĂš alto. Si calcola una flession del 4,9 per cento nei quotidiani (a pagamento) e del 5,6 nei periodici La televisione attirerĂ come sempre la fetta maggiore degli investimenti pubblicitari e anche la radio andrĂ abbastanza bene. Il web farĂ ancora meglio, con un aumento superiore al 18,5%. SarĂ la Rete a salvare il panorama editoriasle anche ser se le risrse che muove non sono paragonabili a quelle della stampa e della tv..
La flessione nel mercato del merchandising non è affare solo italiano: secondo il Sole24Ore, negli Stati Uniti colossi come General Motors hanno dimezzato le risorse vincolate nel settore. Ma il “l calo delle inserzioni in Nord America e nellâEuropa occidentale â ha scritto Milano Finanza â sarĂ compensato dalla continua crescita dei mercati emergenti: India, Cina e Brasile”.
In Italia nelle ultime settimane si sono visti anche segnali in controtendenza: imprese, come Enel, Telecom e Sisal hanno stanziato nuovi fondi per la pubblicità mentre la casa automobilistica Audi ha comprato ben 16 pagine del Corriere della Sera. Il quadro non è tutto negativo, ma il temporale è solo agli inizi. Difficile dire in che misura la rete Internet possa salvare dalla crisi gli altri strumenti di informazione.
Tags: fieg, internet, Nielsen Media Research, Pew Resarch Center, pubblicitĂ
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