Feb 20
Venerdì
La discussione
Si faranno gli Stati generali dell’informazione

Si faranno gli Stati generali dell’informazione. La proposta esplicita è venuta dal direttore della Federazione degli editori, Carlo Malinconico, che ha chiesto al governo di organizzare una assemblea generale sul modello inaugurato in Francia dal presidente Sarkozy. E Palazzo Chigi ha già detto di sì. Quando? Probabilmente in novembre, a Roma.

A cosa servirà un’assise nazionale sull’informazione? C’è bisogno di un rilancio dell’intero settore, a partire dall’analisi dei cambiamenti introdotti dalla multimedialità, che ha generato un vento e una serie di trasformazioni in tutti i campi della comunicazione. Ma è difficile immaginare cosa potrà produrre una discussione con in campo tutti i protagonisti del sistema dei media.

In Francia, uno dei maggiori sindacati dei giornalisti decise di abbandonare gli Stati Generali, che si erano trasformati in una passerella mirata a fare solo gli interessi degli editori.

Da noi, il Governo ha deciso di sborsare 10 milioni di euro per finanziare la cassa integrazione (che √® interamente a carico dell‚ÄôInpgi) finalmente allargata al personale che lavora nei periodici. Ma il settore della stampa avverte sempre pi√Ļ forte i morsi della crisi finanziaria (- 5 per cento) mentre la pubblicit√† appare in calo, conseguenza delle difficolt√† che spingono le aziende a stringere la cinghia.

Dopo l‚Äôapprovazione in Senato del decreto ‚Äúmille proroghe‚ÄĚ, la Federazione degli editori ha espresso ‚Äúapprezzamento in particolare per la norma che estende ai giornalisti dei periodici la possibilit√† del prepensionamento‚Ķ.per il sostegno alle aziende editrici in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale‚ÄĚ. La Federazione che rappresenta gli imprenditori della carta stampata auspicano ora che‚ÄĚ insieme, Governo e Parlamento, producano un grande sforzo per l‚Äôideazione di un ampio disegno di riforma e di sostegno a favore di tutte le imprese editoriali, senza eccezioni‚ÄĚ per rilanciare e irrobustire i diversi comparti dei mass media.

In questa situazione di difficoltà non trova ancora sbocchi la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, che langue da quattro anni. Il clima fra le parti è migliorato (ne è prova il documento congiunto per opporsi alla legge Alfano sulle intercettazioni) ma non si vede come gli Stati generali possano contribuire ad una vera svolta nel settore.


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