Feb 19
Giovedì
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Il Garante: proteggere le vittime degli stupri

Il Garante per la protezione dei dati personali ha ricordato ai giornalisti che non si possono pubblicare dettagli che rendano identificabili  le persone colpite da atti di violenza sessuale. In questo modo esse diventano infatti vittime due volte. A maggior ragione occorre estrema attenzione se si tratta di un minorenne. L’Autorità ha deciso di intervenire nei confronti di un’agenzia di stampa e di alcuni quotidiani. Ha loro proibito l’ulteriore pubblicazione di dati personali relativi alla ragazza vittima di uno stupro, accaduto nei  giorni scorsi a Roma.

Si è trattato di un intervento d’urgenza in seguito alla pubblicazione, nelle cronache sull’episodio, di una eccessiva quantità di informazioni. Pur non essendo stati diffusi il nome della ragazza e quello dei genitori, erano state riportate la professione del padre, della madre e di una zia, nonché il tipo di scuola frequentata (anche dalla sorella). In tal modo la vittima – secondo l’Autorità presieduta da Francesco Pizzetti – era divenuta facilmente riconoscibile, all’interno della cerchia familiare, degli amici e dei conoscenti.

Secondo l’Autorità, simili modalità utilizzate per rappresentare la vicenda contrastano con i principi fissati dal Codice deontologico dei giornalisti. Si tratta ora di vedere se la segnalazione agli Ordini dei giornalisti da parte dell’organismo che per legge tutela la protezione dei dati personali sarà seguita dall’apertura di procedimenti disciplinari da parte degli stessi Ordini regionali.

Il Garante ha anche rivolto un appello a tutti gli operatori dei mass media affinché, pur nel legittimo diritto di cronaca riguardo a fatti di interesse   pubblico, “adottino una maggiore sobrietà ed evitino di riportare informazioni” che possano danneggiare le persone già offese da reati gravissimi.


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