GiovedĂŹ
DocumentiIl Garante: proteggere le vittime degli stupri
Il Garante per la protezione dei dati personali ha ricordato ai giornalisti che non si possono pubblicare dettagli che rendano identificabili le persone colpite da atti di violenza sessuale. In questo modo esse diventano infatti vittime due volte. A maggior ragione occorre estrema attenzione se si tratta di un minorenne. LâAutoritĂ ha deciso di intervenire nei confronti di un’agenzia di stampa e di alcuni quotidiani. Ha loro proibito lâulteriore pubblicazione di dati personali relativi alla ragazza vittima di uno stupro, accaduto nei giorni scorsi a Roma.
Si è trattato di un intervento dâurgenza in seguito alla pubblicazione, nelle cronache sull’episodio, di una eccessiva quantitĂ di informazioni. Pur non essendo stati diffusi il nome della ragazza e quello dei genitori, erano state riportate la professione del padre, della madre e di una zia, nonchĂŠ il tipo di scuola frequentata (anche dalla sorella). In tal modo la vittima â secondo lâAutoritĂ presieduta da Francesco Pizzetti â era divenuta facilmente riconoscibile, all’interno della cerchia familiare, degli amici e dei conoscenti.
Secondo lâAutoritĂ , simili modalitĂ utilizzate per rappresentare la vicenda contrastano con i principi fissati dal Codice deontologico dei giornalisti. Si tratta ora di vedere se la segnalazione agli Ordini dei giornalisti da parte dellâorganismo che per legge tutela la protezione dei dati personali sarĂ seguita dallâapertura di procedimenti disciplinari da parte degli stessi Ordini regionali.
Il Garante ha anche rivolto un appello a tutti gli operatori dei mass media affinchĂŠ, pur nel legittimo diritto di cronaca riguardo a fatti di interesse  pubblico, âadottino una maggiore sobrietĂ ed evitino di riportare informazioniâ che possano danneggiare le persone giĂ offese da reati gravissimi.
Tags: Deontologia, diritto di cronaca, Francesco Pizzetti, Garante privacy, stupri, vittime
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