Feb 12
Giovedì
La professione
Le dimissioni di Mentana
vince il Grande fratello

di Giovanni Mantovani

Enrico Mentana si √® dimesso da direttore editoriale del Tg5; l’azienda ha subito reso esecutive le dimissioni. Questo lo stato dei fatti al momento in cui scriviamo. La redazione per solidariet√† ha proclamato lo stato di agitazione e ha programmato uno sciopero per il 17. Il motivo √® altrettanto noto. La sera del 9 scorso, poco dopo la morte di Eluana Englaro, Mentana chiedeva di andare in onda con uno speciale, prendendo il posto del Grande Fratello, ma Mediaset gli diceva di no.

Il Grande Fratello ha non solo vinto la serata con pi√Ļ di 8 milioni di ascoltatori, ma ha fatto il suo record stagionale. Poich√© ‚Äúil cliente ha sempre ragione‚ÄĚ, Mediaset pu√≤ dire di aver azzeccato. Ipotizzando per√≤ che Matrix non avrebbe fatto meglio; il che, data la giornata, non √® scontato. Ora, √® difficile immaginare che Matrix non avrebbe comunque ottenuto un successo di ascolto; ed √® altrettanto problematico pensare che i dirigenti di Mediaset non lo sapessero. N√© il Grande Fratello avrebbe perso granch√©, perch√© anche in altra collocazione, visti i drammi in atto, sarebbe stato comunque un successo. Non si fa peccato perci√≤ a immaginare che Mediaset abbia preferito lasciare campo libero a Vespa, piuttosto che rischiare una discussione probabilmente pi√Ļ aperta e dialettica come quella che Mentana avrebbe messo in piedi. Sono ipotesi, ma sembrano avere un qualche fondamento. Si sente insomma gi√† odore di Raiset, con un unico palinsesto ‚Äúpolitico‚ÄĚ.

Queste ipotesi hanno il merito di dare piena dignità alle dimissioni di Mentana. Altrimenti qualcuno, sempre senza fare peccato, potrebbe pensare che se ne sia andato per non aver potuto fare una puntata record e aver dovuto cedere il campo al suo eterno rivale.

Ma a parte le malignit√†, che Mentana non merita, restano due aspetti importanti. Il primo lo √® dal punto di vista professionale: la scelta di Mediaset √® legittima. L’editore √® padrone di usare lo spazio come gli pare. Ma √® anche illuminante, e qui non parliamo dell’aspetto politico, ma di quello giornalistico. Il Grande Fratello non si tocca, neanche per parlare del problema che da settimane sta occupando le prime pagine e che ha appena trovato una soluzione drammatica; sul quale problema nelle aule parlamentari si √® scatenata una indecorosa gazzarra di insulti che ha coinvolto anche il Capo dello Stato. Senza contare che il Presidente del Consiglio ha scelto proprio questo terreno per quello che¬† continua a sembrare un regolamento di conti con il Quirinale, un braccio di ferro teso ad affermare la supremazia indiscussa del Governo su tutte le altre Istituzioni.

Carne al fuoco non ne mancava, dunque. Sacrosanto il diritto di un direttore editoriale di pretendere uno spazio giornalistico. Sbagliato, per una grande azienda televisiva che ha il dovere di informare, tirarsi indietro, quali che siano le ragioni. Ha fatto bene la Fnsi a prendere posizione. Speriamo che il caso aiuti a riflettere sulla china che stiamo scendendo e a far ritrovare alla categoria l’orgoglio e la determinazione ormai da anni dimenticati.

Il secondo aspetto riguarda una questione pi√Ļ complessa. Come mai il Grande Fratello, proprio la sera della morte di Eluana, ha fatto il boom di ascolti. E la prima risposta potrebbe essere la parafrasi di un classico della cinematografia americana: ‚Äú√® la tv, bellezza! E tu non puoi farci niente!‚ÄĚ. Quella tv che, ricordiamolo, distribuisce i suoi contenuti grazie a sensazioni ed emozioni e che non distingue troppo tra i motivi dai quali sensazioni ed emozioni scaturiscono. La tv che tutti critichiamo per la sua superficialit√† e spesso volgarit√†, dimenticando che √® solo un ‚Äúmezzo‚ÄĚ, e che i contenuti non li decide da se stessa. Ora, la tv come mezzo funziona cos√¨; una donna che piange in diretta √® una donna che piange in diretta, quale che sia la causa del suo pianto; sia che abbia ricevuto una ‚Äúnomination‚ÄĚ, sia che gli sia morto un figlio. E funziona comunque.

Un’altra possibile risposta √® l’imbarazzo di fronte a un caso che ha colpito profondamente tutte le coscienze. Chi non ha pensato a qualche parente o amico o a se stesso riflettendo sulla sorte di Eluana? Non √® facile affrontare scelte cos√¨ drammatiche. Non √® piacevole vedersele proporre con la brutalit√† con cui la Chiesa, la politica e l’informazione¬† le hanno poste. Non era indolore essere sollecitati a schierarsi, soprattutto quando una delle parti in causa usava le armi della violenza, dell’aggressione, del ricatto. Con chi stare? Con chi accusava Peppino Englaro di essere il boia di sua figlia, o con chi era accusato di volere un assassinio? Gli esagitati erano pochi, per fortuna. La maggior parte della gente pensava che ciascuno in casi del genere deve poter decidere senza imposizioni dall’alto. Non sono mai situazioni da generalizzare; ciascuna √® in qualche modo unica.

E qui l’informazione deve fare un esame di coscienza. Si √® lasciata trascinare in una deriva violenta e anzi ci ha messo del suo, dando fiato a tutte le sue trombe e rispolverando tutti i vecchi trucchi. Il trionfo del Grande Fratello √® stato anche una lezione che faremo bene a non dimenticare.


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2 commenti a “ Le dimissioni di Mentana
vince il Grande fratello ”
  1. Se qualunque cosa vada in televisione, reality o fiction o informazione, deve essere prodotto, trattato e trasmesso secondo una logica commerciale, allora tra informazione e reality si decide solo in base alla domanda e non c’√® partita. Non solo, ma pi√Ļ l’informazione assomiglia al reality o allo spettacolo, meglio √®.

  2. Gianni Felici

    16 Feb, 2009
    Reply

    Mentana sapeva bene inche azienda lavorava. Rivendicava il primato dell’informazione, davanti ad un fatto che coinvolgeva profondamente l’opinione pubblica. La sua azienda la pensa diversamente. Fa bene ad andarsene.


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