Feb 09
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Crisi dell’editoria: Francia e Italia a confronto

di Luciano Borghesan

In che modo i governi affrontano la crisi dell’editoria? Mettiamo a confronto Francia e Italia: il governo francese stanzia 600 milioni di euro in tre anni (200 l’anno); il governo italiano impegna 50 milioni di euro in cinque anni (10 l’anno).

Francia
Il piano di rilancio previsto da Sarkozy è condizionato a una riforma complessiva del settore, e prevede 200 milioni di euro l’anno di aiuti a quotidiani, settimanali e distribuzione, per i prossimi tre anni. Le principali misure del piano annunciato dal Capo dello Stato francese prevedono:
- il rinvio di un anno dell’aumento delle tariffe postali che rappresenta un costo di circa 24 milioni di euro;
- un aumento dal 20 al 40% delle spese di comunicazione dello Stato e delle istituzioni pubbliche a favore della stampa;
- un sostegno agli edicolanti (60 milioni di euro) e alla distribuzione a domicilio (80 milioni);
- lo Stato aiuterà in modo equo il settore della stampa tradizionale, quello della stampa on line e quello della free press.
- In particolare verrà creato uno Statuto di Editore di “stampa online”;
- ogni giovane durante l’anno dei suoi diciotto anni avrà un abbonamento gratuito ad un quotidiano di sua scelta.

Italia
Il piano del governo Berlusconi, a partire dal 2009, prevede che lo Stato si accolli i 10 milioni di euro che l’Inpgi ogni anno destina ai prepensionamenti. Il testo stabilisce che:
- l’onere sostenuto dall’Inpgi per i trattamenti di pensione anticipata, pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2009 sia posto a carico del bilancio dello Stato;
- l’Inpgi otterrà il rimborso degli oneri fiscalizzati dietro presentazione dei documenti al ministero del Lavoro ;
- una volta scattata l’età per la pensione di vecchiaia, l’onere tornera’ a carico dell’Inpgi fatta eccezione per la quota di pensione connessa agli scivoli contributivi, riconosciuti fino a un massimo di cinque annualità, che continua a gravare sul bilancio dello Stato.

Conclusioni:
in Francia, paese dove non esiste un duopolio tipo Mediaset-Rai né il conflitto di interessi fra il capo del governo e l’informazione, si vuole superare le difficoltà investendo nei cittadini e sviluppando il settore; in Italia, paese dove esiste il duopolio Mediaset-Rai e il conflitto di interessi nella figura del presidente del governo Silvio Berlusconi proprietario di Mediaset, si vuole superare le difficoltà favorendo il prepensionamento dei giornalisti. E basta.


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1 commento a “ Crisi dell’editoria: Francia e Italia a confronto ”
  1. Secondo me il problema non sta tanto nella normativa sui prepensionamenti, che mi pare risponda in parte ad un’esigenza di equità rispetto agli altri istituti di previdenza e ad una vecchia istanza dell’INPGI e della categoria. Il problema vero sta nei criteri con cui si investe il denaro dei cittadini in questo settore, senza alcuna considerazione per il rispetto dell’autonomia, della qualità e soprattutto del pluralismo dell’informazione.


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