Gen 08
GiovedĂŹ
Estero
La differenza fra giornalismo e media

Il 7 gennaio “Poynter.org”, sotto il titolo “Guardando avanti: La differenza tra giornalismo e media”,ha  posto un problema che può portare lontano. Ecco il testo:

Il mese scorso un fresco laureato dell’universitĂ  dello Iowa, Kimn Swenson Gollnick ha intervistato Stuart Adam, professore alla Carleton University di Ottawa in canada,  ponendo qualche domanda sul futuro del giornalismo. Ecco una trascrizione della conversazione.

Gollnick. Come possono sopravvivere i giornali? Quale futuro per chi studia giornalismo?

Stuart Adams
.  Propongo che per riflettere sul futuro – e per incoraggiare una visione piĂš ottimistica della situazione – si distingua tra giornalismo come pratica culturale da una parte e media dall’altra. Il termine “media” miscela (e offusca) i concetti di cultura e tecnologia. Quando viene usato come sinonimo di giornalismo, il termine “media” spinge la tecnologia in primo piano e nasconde il fatto che “giornalismo” è una cosa e “media” un’altra. Quest’ultima si riferisce principalmente a tecnologie di vari usi ed effetti..

Con questa distinzione in mente io ti incoraggio a pensare al giornalismo  come a una forma di espressione o lavoro della mente che include l’elaborazione di giudizi su notizie, il procacciamento di elementi di evidenza, la costruzione di racconti e il dare senso alle cose. È un metodo per cogliere e rappresentare il mondo degli eventi e delle idee come si manifestano. Mentre non vi è dubbio che il metodo giornalistico si è sviluppato nei giornali , ma si è poi installato nella  radio e nella  tv  diventando “mediadipendente”. Ciononostante resta una forma distinta di espressione da cui le moderne societĂ  democratiche dipendono. Ora il giornalismo sta emergendo in internet. Insomma il futuro del giornalismo, poichè dipende dai media non dipende totalmente dai giornali.

L’impulso a impegnarsi nel giornalismo è tanto politico che economico. Io condivido ciĂ  che ha detto l’ultimo James Carey: il giornalismo è uno dei modi con i quali un paese democratico ingaggia un dialogo con se stesso. Credo che gli americani continueranno rispondere al loro passato e alla cultura democratica che l’ispira. Penso che gli americani troveranno il modo per continuare un dialogo democratico e che il giornalismo sarĂ  una parte preminente di questo discorso.

Gollnick. Ce cosa pensa dei recenti annunci di pubblicazioni che lasciano la stampa er passare ad edizioni solo online? Pensa che questo trend coinvolgerĂ  i media piĂš importanti?


Adam: Non posso dire molto sull’economia o il marketing dei nuovi media. Io studio il mestiere del giornalismo, quindi non dei media in senso stretto, dell’economia o delle organizzazioni complesse. Nel frattempo, credo che l’industria dei giornali si restringerĂ , ma sopravviverĂ - E che l’editoria online si espanderĂ  e consoliderĂ .Gollnick. Che cosa direbbe a dei giovani giornalisti oggi, dato il futuro che vede per il giornalismo?
Adam: Dico agli studenti di giornalismo: se volete scrivere per vivere e se la vita pubblica vi appassiona, allora fate questa scelta. Ci sarĂ  sempre una domanda, anche se dovesse calare, per gente che sa riferire, pensare e scrivere, velocemente e con coerenza.

(rf)


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