Giovedì
EsteroLa guerra è anche mediatica
di Fernando Cancedda
“Israele apre alla tregua”, era questo o simile a questo il titolo di prima pagina dei principali quotidiani di oggi, i quali davano, chissà perché, come scontata l’adozione, da parte del governo di Israele, di una proposta dei governi europei. Una tregua di 48 ore alla quale in realtà solo il ministro della difesa israeliano Barak, non il capo del governo Olmert, si era detto favorevole. Così oggi, smentite da una dichiarazione ufficiale, le edizioni on line dei giornali hanno dovuto titolare il contrario.
I colleghi titolisti avrebbero potuto essere più prudenti? Credo di sì, tanto più che il testo degli articoli (ma non lo vedono i titolisti, figuriamoci quanti lettori) non autorizzava l’ottimismo. Tant’è. Quella di “interpretare” le cronache con titoli ad effetto, e non di rado arbitrari, è abitudine sempre più diffusa, secondo me incompatibile con il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati.
Ma in questo caso c’è forse qualcosa di più, e a suggerirlo è proprio uno dei quotidiani “colpevoli”, la Repubblica, con un “retroscena” , pubblicato in quarta a piè di pagina, che riporta “l’ordine della Livni: spiegate a tutti nel modo migliore la nostra versione dei fatti“. “La guerra è anche mediatica”, è scritto nel titolo. E che davvero lo sia sembrerebbe confermato da quanto scritto dal movimento internazionale cattolico “Pax Christi”.
“I media italiani in questi giorni - è scritto in un documento che difficilmente sarà pubblicato dagli interessati - hanno purtroppo mascherato una folle e premeditata aggressione - e soprattutto l’insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone - scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri. La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che ‘è stato Hamas a rompere la tregua’. Invece il 19 dicembre è semplicemente scaduta una tregua della durata concordata di sei mesi. L’accordo comprendeva: il cessate-il-fuoco, la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma dell’accordo) e quindi Hamas non l’ha rinnovato. Ancor più precisamente, già ai primi di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi”.
Tags: guerra, Israele, Italia, Livni, media, Palestinesi, Repubblica, tregua
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